VII giornata, 3 novembre 1946 – Sampdoria 3 – Genoa 0.
Il primo derby fra le due formazioni si gioca in casa dei blucerchiati il 3 novembre del 1946 con ospite d’eccezione il Presidente provvisorio della neonata Repubblica Italiana Enrico De Nicola, presente a Genova per rappresentare il paese nella festa commemorativa del 4 Novembre, al suo fianco il Sindaco di Genova Vannuccio Faralli, socialista.
Il primo Presidente blucerchiato, Piero Sanguineti, affida la neonata compagine blucerchiata all’allenatore Giuseppe Galluzzi, coadiuvato in panchina da Gipo Poggi storico giocatore dell’Andrea Doria.
Genova al pari dell’Italia intera, era da poco uscita dalla guerra, con ferite che ancora sanguinavano, ma tutti erano animati dalla voglia di ripartire, ed il calcio era il veicolo per cercare di lasciarsi alle spalle morte e distruzione.
Il Genoa schiera la stella Juan Carlos Verdeal, sudamericano estroso e funambolico, uno degli stranieri di maggiore “classe” del campionato italiano. Era il beniamino della piazza rossoblu, arrivò con altri tre sudamericani, Tajoli, Ortega e Macrì.
La neonata Sampierdarenese Doria era un’incognita, anche se la società aveva investito molto, tutti aspettavano il verdetto del campo. Fra le stelle Pinella Baldini centrattacco col fiuto del gol proveniente dall’Andrea Doria, ed il super pagato Fattori proveniente dal Vicenza, centromediano dai piedi buoni e dai cento polmoni, ed un altro attaccante di razza come Adriano Bassetto, anche lui prelevato dal Vicenza.
Arbitra Dattilo di Roma in uno stadio stracolmo di 40.000 spettatori paganti più qualche migliaio di portoghesi che avevano sfondato i cancelli, tettoia della tribuna in lamiera appena rifatta.
Un pubblico enorme, considerato che non esistevano ancora i distinti dalla parte di Villa Piantelli e che intorno al campo era ancora presente la sabbia del galoppatoio che nel 1910 il proprietario del terreno e socio genoano Marchese Musso Piantelli aveva posto come condizione per cedere l’area sulla quale venne edificato lo stadio.
Due terzi dello stadio erano tutti per il vecchio grifone.
Capitani della partita, Gramaglia per i blucerchiati e Sardelli per i rossoblù.
I biglietti di gradinata costavano 150 lire, 120 lire i ridotti per i ragazzi, signore e militari in divisa, la tribuna coperta 800 lire, e per la tribuna numerata un sovraprezzo di 200 lire. L’incasso della partita fu di 5 milioni e mezzo di lire, un vero record.
Vince la Sampdoria per tre reti a zero, segnano nell’ordine Baldini al 27’, fallo di Bergamo su Fabbri, batte Fattori che viene ribattuto, riprende Baldini che con un bolide da 25 metri insacca nel “sette” di Cardani, il sampierdarenese Frugali al 42’ raddoppia, rimessa laterale di Gramaglia palla a Frugali, Cappellini saltato e palla in rete con Cardani battuto. Al 3’ della ripresa Fiorini servito da Baldini si infilava in area e prima dell’uscita del portiere rossoblù lo batteva per la terza volta.
Nulla da eccepire sul risultato finale, la Sampdoria di oggi incute rispetto a chiunque ed il lavoro di Galluzzi inizia a dare i suoi frutti, Sampdoria fortissima in attacco e salda in mediana con Fattori, meno sicura la difesa dove a volte sbanda un po’, ma con un organico ben plasmato.
Al contrario il Genoa, dove in attacco si parlano lingue diverse, talune addirittura mute. Unica consolazione … il Genoa giocava fuori casa, grosse gatte da pelare per il mister rossoblù Garbutti.
Erano altri tempi, oggi non sarebbe possibile, va ricordato il gesto di Juan Carlos Verdeal che dopo il capolavoro di Baldini andò incontro al giocatore blucerchiato per complimentarsi e stringergli la mano.
Mi raccontava Alfredo Provenzali allora dodicenne, che quel derby lo ha vissuto come tanti ragazzi di quel periodo che riuscirono ad entrare senza pagare il biglietto, fu per lui una gioia enorme, ma la gioia più grande fu la rete di Frugali suo vicino di casa in via Achille Stennio a Sampierdarena, a fianco della fabbrica del ghiaccio e oggi rimessa dei mezzi pubblici di AMT.
Frugali fu accolto come un eroe nella sua Sampierdarena e Alfredo Provenzali ha ricordato quel gol del suo amico fraterno per tutta la vita.
Una vittoria netta dei blucerchiati, nasce il derby della Lanterna, una delle stracittadine più affascinanti del campionato italiano, nasce con una vittoria blucerchiata, la prima di una lunga serie, una alba sul netto predrominio blucerchiato sotto la lanterna.