Editoriale: L’ottovolante

Editoriale: L’ottovolante

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L’ottavolante, ebbene sì! E’ questa la parola o la metafora perfetta per rappresentare al meglio la Sampdoria 2023-2024.

Una squadra capace di tutto. Di vincere subito a Terni, di essere penultima alla 9a giornata, di fare poi 6 vittorie nelle successive 8 partite, poi di subire 8 goal a gennaio contro Venezia e Parma, ma anche raccogliere 21 punti nelle successive 11 partite con 4 vittorie di fila, nonostante essersi fatta rimontare 20 punti da situazioni di vantaggio, subire costantemente goal in casa da 4 mesi, (9 partite di fila) ed essere, di conseguenza, la terzultima difesa della B, ma allo stesso tempo la 5a per rendimento esterno.

Tutto questo è la Sampdoria che alla 33a giornata è 8a in classifica, ultimo posto utile per disputare il play off in gara secca in trasferta contro la 5a.

Spiegare queste montagne russe è assai impervio e magari un solo articolo non basta, ma allo stesso tempo è innegabile che questa squadra abbia qualità e fragilità. Vanno esaltate le prime e ridotte al minimo le seconde. Di certo da parte nostra non ci sarà in nessun modo la ricerca del colpevole, che non c’è, ma anzi una presa di coscienza che uniti si vince e uniti si perde. Come quando le cose vanno bene, tutti son bravi, giocatori e allenatore, quando si perde in modo netto, al di là del risultato, ma nei contenuti come sabato, vanno capite le responsabilità che vanno condivise tra allenatore e giocatori.

Si può parlare dell’età media giovane della difesa, si può parlare degli infortuni, si può parlare dei paletti. Tutti argomenti validi, ma quando in campo, specie in casa, si presentano 11 avversari che magari non hanno mai giocato, o raramente, in stadi così belli e calorosi davanti a 25mila tifosi, allora devi avere la stessa motivazione, voglia e mentalità per battere chi farà la partita della vita. E qui non c’è alibi che tenga perché se vinci solo 6 volte e ne perdi 8 in casa (record storico in B) vuol dire che un problema di ansia da prestazione esiste. Se prendi 48 goal e non hai migliorato la tua media goal subiti mai, idem.

La Samp ha preso 25 goal nelle prime 19, media 1,31 e ne ha presi 15 da Cittadella-Samp in poi, ovvero 12 partite, cioè 1,25. Abbiamo tolto gli 8 goal subiti tra Venezia e Parma perché frutto di una settimana orribile.

Eppure Pirlo ha cambiato, ha provato a farlo, derogando dal 433 troppo sbilanciato e offensivo delle prime 9 partite con gli esterni larghi davanti e Verre mezzala, con poco filtro la squadra soffriva. Poi è passato al 4321, accentrando gli esterni e alzando Verre. A gennaio poi dopo le goleade subite ha giocato più accorto prima col 451 e poi da Pisa in poi col 352 che diventa 3511 in fase passiva e 3421 in quella attiva. Quello che però è sempre stato evidente è una certa difficoltà quando il pallone non ce lo abbiamo noi. Una squadra partita per giocare dal basso che via via si è adattata ad un calcio più concreto per un campionato tosto come la B. Ma evidentemente non basta perché si ripetono sempre gli stessi errori, rigori causati 1 vs 1, goal presi nell’area piccola o con giocatori a rimorchio. Una pressione e un filtro difensivo non impeccabili. Su questo bisogna continuare a lavorare perché la Samp non può sempre fare 2 goal per vincere le partite. Infatti 28 volte abbiamo preso goal e solo 5 Stankovic è uscito imbattuto.

Da contraltare la Samp ha migliorato la fase offensiva. Dopo i 24 goal dell’andata (1,26) ne sono arrivati 23 con 5 partite in meno al ritorno (1,64). Il dato più confortante è che il Doria è una cooperativa del goal (segno di qualità) con addirittura 17 marcatori diversi, record in B, dove 13 goal sono venuti dalla difesa, 9 dal centrocampo e 25 dall’attacco con De Luca, 9 reti, cannoniere ma a rischio nelle ultime partite per infortunio.

Chiudiamo questa girandola per far capire tutto di questa Samp con un altro dato sintomatico. Contro le prime 10 squadre del campionato, su 18 partite, il Doria ha fatto solo 10 punti con 2 vittorie (Palermo e Cittadella) 4 pareggi e ben 12 ko. Invece contro le ultime 9 sono arrivati 36 punti con 11 vittorie, 3 pareggi e 1 solo ko interno contro la Feralpi, in casa ovviamente.

Una Samp zoppicante con le squadre di pari o superiore valore, ma grande con le piccole. Questi dati, tutti, vanno analizzati per trovare una quadra anche perché ora ci sono molte più scelte e si può giocare a 3 o 4 dietro, bisogna capire quanto De Luca non ci sarà e quando rientrerà Esposito, si spera da Spezia. Ma più di tutto conta l’atteggiamento oltre che la tattica, la voglia di fare, la voglia di emergere. In B il curriculum non conta. Non conta aver vinto mondiali o champions e scudetti, nè aver esperienza internazionale. La B è un campionato durissimo e quest’anno le prime 8 avranno una media punti superiore, basti pensare che l’anno scorso con 50 punti si finiva 7a e ora ne serviranno di più sicuramente.

Nulla è perduto, anzi, bisogna restare compatti e fiduciosi perché nelle ultime 5, con 3 trasferte, Spezia, Lecco e Catanzaro e le altre 2 in casa con Como e Reggiana, servono 9/10 punti per essere sicuri di arrivare alla post season. Questa squadra ha dimostrato che sa reagire e che il gruppo rema tutto nella stessa direzione, grande merito di Mister Pirlo in questo. Sabato a Spezia, in un derby regionale molto sentito, ci si gioca tutto o quasi. Da una parte la salvezza senza passare dai play out, dall’altra i play off. Servirà un Doria da battaglia come quello visto a Cosenza, Piacenza o Bari, perché solo con l’atteggiamento e la determinazione giusta, la corsa in più, la copertura e l’attenzione maggiore si possono raggiungere traguardi impensabili due mesi fa.

Bisogna crederci, i tifosi hanno già dimostrato di esserci e di garantire il 12° uomo. Uniti si perde, ma soprattutto UNITI SI VINCE!

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