30 Anni senza Paolo, il ricordo di Mauro Sutto

30 Anni senza Paolo, il ricordo di Mauro Sutto

- in Mondo Samp, News
Mauro Sutto a Bogliasco con Paolo Mantovani e Vujadin Boskov
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“Dall’eta’ di 6 sino a 16 anni ho sofferto di epilessia che negli ultimi anni era diventata davvero pesante con ripetute cadute a terra ed innumerevoli farmaci da prendere. Fortunatamente quando ho eseguito la prima tac nel 1981 è stato evidenziato un tumore benigno che era la causa di tutto. In quegli  anni di estrema sofferenza la Sampdoria era per me l’unica fonte di soddisfazioni. Nel 1981 sono stato ricoverato per 3 mesi al Gemelli di Roma dove mi hanno operato alla testa asportando il tumore dal temporale destro e da lì ho iniziato a vivere. Mia madre (che già si era fatta in quattro girando diversi ospedali anche all’estero per riuscire a trovare una soluzione ai miei problemi che finalmente si erano risolti) vedendo la passione che avevo per la Sampdoria scrisse all’allora Presidente Paolo Mantovani raccontando in quella lettera tutta la mia vicenda. Il Presidente lesse la lettera personalmente (come del resto faceva con tutta la corrispondenza a lui indirizzata) e telefonò a mia madre convocandola in sede. La lettera era entrata  nel cuore di Mantovani e la settimana successiva un magazziniere che lavorava a Bogliasco al Mugnaini andò via per questioni personali, Il Presidente  chiamò  mia madre dicendole: “Da lunedi suo figlio inizierà a lavorare da noi per la sua amata Sampdoria”. Era il 12 dicembre 1983 (quasi 40 anni fa), quando me lo disse ero la persona più felice del mondo. Sarò sempre grato a Paolo Mantovani che in un colpo solo regalò un sogno ad un ragazzino e diede finalmente un po’ di serenità ai miei genitori”.

Comincia così il ricordo di Mauro Sutto, storico magazziniere della società blucerchiata,  del più grande Presidente della storia del Club di cui oggi si celebra il trentennale della scomparsa e che anche in questa vicenda personale ha dato l’ennesima dimostrazione della sua grande umanità.

“La gratitudine verso l’uomo era immensa – prosegue Sutto – ma ancora di più l’esaltazione per la squadra che cresceva di anno in anno. Il ricordo più bello? L’immagine di Mantovani mentre alza al cielo la prima Coppa Italia vinta nella magica notte di Marassi contro il Milan, con il sorriso e la gioia dipinte sul volto di un uomo straordinario che sapeva trasmettere sempre serenità e grande disponibilità al dialogo.”

All’epoca Mauro era considerato anche un vero e proprio “talismano”, tanto che Roberto Mancini aveva coniato il detto “Con Mauro Sutto si vince tutto“. E di questi tempi ce ne sarebbe davvero bisogno…

 

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