Il mondo Blucerchiato questa mattina si è svegliato con l’ennesimo turbinio di notizie su un argomento tra l’altro abbastanza noto: quello della possibile penalizzazione nel prossimo campionato dovuto ai ritardi per i pagamenti Irpef e INPS entro il trenta maggio.
Persino diverse versioni sono circolate, da 4 punti a 2 punti sino alla possibile esclusione dal campionato che ci teniamo a precisare essere una cosa irrealistica in quanto questo fattore non sarebbe affatto potuto dipendere da questo ma dal piano di rientro e l’accordo con i creditori e le banche: il tutto già tra l’altro regolarizzato dalla Covisoc.
Ma riguardo alla penalizzazione possibile è giusto chiarire quanto si sapeva e quali sono i possibili scenari.
La Sampdoria è stata deferita dalla Procura Federale (con un documento in data 3 luglio) per il “mancato versamento, entro il termine del 30 maggio scorso – si legge nella nota – , di quota parte delle ritenute Irpef (pari a oltre 995 mila euro) e dei contributi Inps (per un importo di un milione 669 mila euro) relativi agli emolumenti dovuti ai tesserati nel primo trimestre 2023”. L’avviso di conclusione indagini è stato notificato a due membri del CdA attualmente in carica, Gianni Panconi e Alberto Bosco.
Attenzione, però: il mancato pagamento è relativo a maggio, ma poi entro giugno il club ha regolarizzato la sua posizione, infatti l’iscrizione al campionato è avvenuta regolarmente.
La Samp aveva patteggiato davanti alla Procura federale quest’ultima irregolarità sistemando la sua posizione.
Fra l’altro, sul mancato pagamento degli stipendi è giusto precisare che aveva pesato anche un problema tecnico che aveva causato il rinvio dell’operazione a pochissimi giorni dopo la scadenza.
Quindi al massimo la Samp rischa due punti di penalizzazione visto il patteggiamento, ma la società sta provvedendo a difendersi come da prassi.

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