Squadre: “Penso che le due squadre di calcio, Genoa e Sampdoria, siano importantissime per la città, come lo sono gli altri sport. È importante che tutte e due ci siano, che siano vive e che continuino a dare le soddisfazioni che hanno sempre dato ai tifosi. Il sindaco, ci tengo a ricordarlo, è un facilitatore e se vede situazioni in cui può mettere una parola d’aiuto, penso sia suo dovere farlo. Il sindaco non può entrare e mai entrerà nelle trattative private, né può influenzarle. A me non interessa chi compra la Sampdoria o quali siano le cordate. Tutti devono avere la possibilità di fare il loro lavoro e farlo in maniera assolutamente indipendente. L’amministrazione pubblica non può stare da una parte o dall’altra. Se uno o due, o tre cordate vengono dal sindaco e chiedono che intenzioni ha chi amministra la città è giusto ribadire quali sono le intenzioni dell’amministrazione riguardo allo stadio. Cosa che ho fatto”.
Incontri? “No comment”.
Aiuti? “Essendo una società che ha personale e indotto, e non voglio paragonarla a altre crisi che abbiamo qui a Genova, l’amministrazione pubblica ha il dovere di aiutare e facilitare la soluzione delle crisi, quando sono in ballo posti di lavoro. Ed è quello che stiamo cercando di fare anche in questo caso. Del resto, se uno chiede di parlare con il sindaco, ha diritto di essere ricevuto e io non ho mai chiuso le porte a nessuno. Al massimo può dover aspettare un giorno, ma mi trova”.
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