Stankovic: “Lo stato mentale è la cosa che più mi preoccupa. Se sono io il problema, lo accetto”

Stankovic: “Lo stato mentale è la cosa che più mi preoccupa. Se sono io il problema, lo accetto”

- in Conferenza Stampa, Mondo Samp
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Al termine di FiorentinaSampdoria mister Dejan Stankovic ha parlato in conferenza stampa della brutta prestazione offerta dalla squadra, in particolare nel secondo tempo:

C’è un motivo per cui ci ha messo tanto ad uscire dagli spogliatoi? “Dopo partite che finiscono così ci sono parole in più che dobbiamo dirci – riporta Tuttomercatoweb.com –. Tra noi e la dirigenza… Ci sono modi e modi di perdere. Sapevo che ci sarebbero state mille difficoltà ma non mi aspettavo di subire così tanto nel secondo tempo. Nel primo eravamo scomodi, abbiamo dato fastidio, ma abbiamo preso gol nel recupero. Ci siamo sciolti e non mi piace per niente, fare analisi è difficile dopo un 5-0. Il vero fallimento è quando smetti di lottare”.

Perché Sabiri non trova spazio? “Per me adesso è difficile parlare di Sabiri, dopo una partita del genere… Magari con un altro risultato poteva far vedere qualcosa di più. Tra meno di due mesi sarà qua, lo vedrete dal vivo e darete voi i giudizi”.

Prima della partita abbiamo visto un bel gesto con Biraghi. “Quando ero all’Inter era un ragazzino della Primavera e io avevo questa abitudine di abbracciare tutti i giovani quando venivano. Ricordo anche Bonucci, ancora oggi mi saluta con un affetto da fratello. Gli ho pure dato un soprannome ma a lui non piace… (ride, ndr). Ho fatto i complimenti a lui e Italiano, ora entrano in un mese in cui si decide tanto e io ho avuto la fortuna di giocare per certi obiettivi”.

La sua presenza è in discussione? “Ho pensato che se sono io il problema, amen, lo accetto con grande dignità e orgoglio. Io almeno ho dato tutto me stesso e ho zero rimpianti, rifarei cento volte lo stesso percorso. Il 5-0 è mia responsabilità, giusto discuterne”.

Lei vuole rimanere sul treno Sampdoria fino a giugno? “Ci sono le finestre e le uscite d’emergenza. Io sono emotivo e diretto, non so se è un pregio, forse in questi momenti più un difetto. Si deve andare fino alla fine ma dobbiamo scegliere a quale velocità. Se è colpa mia lo accetto ma dobbiamo stare tutti insieme, nello stesso concetto. Mettiamo da parte i problemi intorno, ma ci sono modi e modi di perdere”.

Si sente deluso dai suoi giocatori? “Come parola è grossa, non so se la userei. Però mi aspettavo un maggior legame tra di loro: dieci minuti in cui arrivano da tutte le parti possono capitare, ma fino al 46′ non eravamo così in difficoltà da venire poi travolti così. Non si può accettare una roba del genere”.

 

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