Lunga intervista per Stankovic che ai taccuini de Il Corriere dello Sport ha così commentato.
Su Mihajlovic: “Compagno, amico, era il mio riferimento in qualsiasi situazione. Ostinato anche. Quando si metteva in testa una cosa, giusta o sbagliata che fosse, tirava dritto. Sinisa era diretto, positivo. E, dopo un errore, aveva una straordinaria capacità di recupero. Verso gli altri e anche verso se stesso. Mi manca, manca nel mio mondo, era la vita anche se non posso paragonare il mio dolore a quello di Arianna e dei bambini”.
Mourinho: “Lo stimo tantissimo. Arrivò all’Inter che avevo già trent’anni e pensavo di aver dato tutto, anche nel privato. José riuscì a migliorarmi di quel 20, 30 per cento che non sapevo di possedere. Non ci siamo più persi di vista, lo sento ancora oggi, gli chiedo consigli ci scambiamo pareri è un uomo e un allenatore intelligente e con capacità non comuni. Lui allena tutti. Giocatori, dirigenti, staff, media, tifosi. Li allena, non li manipola. È empatico, coinvolgente. Proprio come Sinisa, divide. Zero compromessi: o gli stai alla larga oppure lo stimi profondamente. Penso che qualcuno non abbia ancora percepito la grandezza di José. O non la voglia accettare”.
Samp: “Naturalmente prima di accettare avevo parlato lato con Sinisa, conoscevo la situazione della società che era delicata a 360 gradi. “mettiti sotto e fai meno cazzate che puoi” il suo messaggio, un classico. Sono sicuro che mi sarei pentito se non avessi affrontato questa avventura. Ho 44 anni, anche se dovesse finire male sarei ugualmente rispettato. Alla Stella Rossa perdevo ogni tanto, molto poco… Esiste una bilancia, due piatti, da una parte le vittorie, dall’altra le sconfitte. Quando riesci a ridurre la distanza tra i due piatti, non dico allinearli, capisci di essere cresciuto”.
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