99 presenze distribuite su 4 stagioni e 5 gol realizzati di cui uno in particolare impresso nella memoria di tutti i tifosi blucerchiati, quello segnato al Torino il 20 maggio 1973 che per la Sampdoria valse una storica sudatissima salvezza. Una carriera la sua (con un passaggio tra l’altro alla Cremonese con un giovanissimo Gianluca Vialli) che avrebbe sicuramente potuto reglargli ancora maggiori soddisfazioni se non fosse stata pesantemente condizionata da un bruttissimo intervento subito da Giorgio Chinaglia in un derby della capitale, tra l’altro senza mai ricevere le scuse.
Proprio quel gol contro il Toro ha proiettato Loris Boni di diritto nella hit dei giocatori più amati della storia del Club, un affetto ampiamente ricambiato dall’ex mediano di Remedello che non perde occasione per fare sfoggio del suo legame con i colori più belli del mondo.
E la Sampdoria è sicuramente centrale nell’autobiografia che Boni ha appena dato alle stampe e che racconta molto non solo del calciatore ma anche e soprattutto dell’uomo, un personaggio che racchiude in se ironia, eclettismo ma anche una grande sensibilità.
Il libro, dal titolo Io Loris, sarà presentato sabato sera al termine della sfida con il Milan nella sede della Federclubs sotto la Gradinata Sud, con un’appendice domenica presso il Sampdoria Club Prà e Palmaro alla presenza di alcuni ex compagni in maglia blucerchiata come Paolo Tuttino, Enrico Nicolini e Pietro Sabatini.
Facebook Comments