Giampaolo ospite a Primocanale, ha fatto il punto dopo la salvezza.
Prima di tutto la Sampdoria per Giampaolo. “Se domani arriva un arabo oppure un magnate o ancora un fondo, è capace di azzerare tutto”.
Il mister è pronto a restare ma prima del sua situazione personale per: “Io sono per la chiarezza, sapere se ora possiamo bere solo acqua berremo solo acqua, domani magari si potrà bere lo champagne, ma almeno lo sappiamo”.
Giampaolo analizza anche la stagione che volge al termine: “Sono tornato perché conoscevo parte dei giocatori, l’ambiente e conoscevo lo staff e come lavora, ho avuto altre occasioni ma ho scelto la Samp. Il momento più difficile? Dopo la partita con la Salernitana. Quando sono arrivato quattro mesi fa c’era da rivitalizzare i giocatori offensivi. Caputo aveva perso completamente l’autostima. Fabio (Quagliarella ndr) sembrava a fine carriera. L’unico che dava garanzie era Gabbiadini ma si è fatto male. Era importante ridare autostima a Fabio e Caputo perché ero convinto che salvezza passasse dal recupero dei due attaccanti”.
La salvezza è stata conquistata e Giampaolo si prende anche i complimenti degli estimatori. “Il più bello che ho ricevuto è che rappresento la ‘sampdorianità’. La Samp storicamente ha sempre espresso un calcio estetico, si distingueva per la bellezza, come la maglietta. Ho sempre percepito il club come l’ideale per poter lavorare in una certa direzione e con una tifoseria appassionata. Ecco, la grande risorsa della Samp sono i suoi tifosi. Non ricordo una partita dove i tifosi ci hanno fischiato”.
Oggi, 19 maggio si festeggiano i 31 anni dallo scudetto. Lanna all’epoca era in campo a conquistare il titolo. Oggi è il presidente. Con il mister un rapporto mai invadente. “La fortuna – spiega Giampaolo – è stata che nessuno si è mai confrontato con me tecnicamente. Ho avuto la fortuna di trovare un ambiente dove non si sta a giudicare tecnicamente. Lanna è stato un grande giocatore che ha vinto trofei e a volte questo può essere più utile per i calciatori”.
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