Con la spettacolare e roboante vittoria sulla Fiorentina in piena corsa per l’Europa si è chiusa una delle stagioni più tribolate nella storia ultrasettantennale dell’Unione Calcio Sampdoria.
La gara di ieri, disputata davanti a 21331 spettatori (record assoluto stagionale per il Luigi Ferraris derby a parte) e alla presenza di alcuni dei protagonisti della Sampd’oro in passerella sotto la Sud, ha evidenziato come questa squadra se sgombra di testa e al netto dei gravi infortuni di giocatori determinanti come Damsgaard, Gabbadini e del lungodegente Ekdal sia in grado di esprimere un calcio di grande qualità come del resto testimoniano le otto reti complessive rifilate a compagini maggiormente accreditate quali la stessa Viola e il Sassuolo.
Archiviata con successo la pratica salvezza, con annessa soddisfazione di non aver dovuto dipendere aritmeticamente da favori o manchevolezze altrui, per la gente blucerchiata si apre adesso una partita dal peso specifico se possibile ancora maggiore, ma il futuro, allontanati gli spettri di una eventuale drammatica retrocessione, appare oggi molto meno cupo rispetto a qualche settimana addietro.
Anche nell’ipotesi peggiore di un passaggio di proprietà non perfezionato entro l’estate (ma così non sarà con buona pace dei catastrofisti per vocazione e dei gufi di professione) l’attuale managment capitanato da un Marco Lanna che in questi ultimi mesi ha svolto un lavoro di raccordo tra società e tifosi di straordinaria importanza, dispone di tutte le carte in regola per mettere in piedi una compagine in grado di barcamenarsi senza soverchi patemi anche se il periodo di transizione dovesse protrarsi ancora per qualche tempo..
I riscatti certi di Caprari e Torregrossa e quelli probabili di Leris e Bonazzoli consentiranno al Club di rientrare senza problemi entro i parametri del nuovo indice di liquidità varato dalla Federcalcio, mentre la licenza Uefa ottenuta anche quest’anno come per il passato conferma una volta di più l’assoluta mancanza di pendenze nei confronti di società estere attestando la trasparenza dei conti anche in sede continentale. In aggiunta l’eventuale sacrificio di qualche elemento della rosa tra Audero, Colley, Damsgaard e Thorsby potrebbe contribuire – laddove si rendesse necessario – a sistemare ulteriormente il bilancio.
Per quanto attiene alla squadra, le basi di partenza restano comunque buone, come testimoniato almeno in parte da gare come quelle con Sassuolo, Empoli, Venezia, Genoa e Fiorentina ma anche dalle positive prestazioni iniziali della gestione di Roberto D’Aversa, cui i tifosi dovrebbero essere comunque riconoscenti per i venti punti ottenuti nel girone d’andata in una situazione che definire surreale è un eufemismo. In aggiunta a chi verrà confermato, penso in particolare a un’ossatura di base composta da Falcone, Bereszynski, Ferrari, Colley, Augello, Thorsby, Ekdal, Rincon, Vieira, Sabiri e Caputo (senza dimenticare l’eterno capitano per il quale questa rappresenterà sempre casa sua), la rosa potrebbe giovarsi del rientro di alcuni giovani reduci da un’ottima stagione nelle categorie inferiori come Manuel De Luca e Matteo Stoppa, ma anche veder sbocciare talenti per vari motivi ancora inespressi quali Vladi Supryaga, Simone Trimboli e Gerard Yepes.
Una nota a parte merita Abdelhamid Sabiri, venticinquenne arrivato a gennaio quasi a mò di buon peso nelle pieghe di un mercato sulla carta importante rispetto alle risorse a disposizione e che invece si è rivelato ben più della classica ciliegina sulla torta. I tifosi sono già pazzi di lui, ricambiati da prestazioni sontuose e giocate esaltanti culminate con la palma di migliore in campo per distacco nella sbornia di ieri sul prato del Ferraris e dalla rete decisiva nel derby di ritorno.
Ecco, questo ragazzo dalla faccia pulita e dalla tecnica sopraffina ben potrebbe simboleggiare la rinascita blucerchiata, proiettata verso un domani che tutti si augurano ricco di soddisfazioni ricalcolando la Samp nelle posizioni che per lignaggio le competono.
Il futuro è un’ipotesi cantava Enrico Ruggeri negli anni ottanta. Il nostro comincia adesso e siamo certi che l’ipotesi più realistica sia quella di un ritorno alla normalità, dopo lunghi anni di insopportabile vilipendio alla bandiera e alle nostre stesse radici. Senza ombra di dubbio è quel che meritiamo.
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