Marco Lanna, ai microfoni di Primocanale, ha così commentato il suo essere Presidente della Sampdoria: “Non pensavo di diventare presidente, mi sarebbe piaciuto rientrare in qualche forma come dirigente della Sampdoria. A dicembre è arrivata la telefonata per farlo. Con qualche riserva, cercando di capire cosa voleva dire, ci ho pensato e ripensato, era una cosa talmente grande, perché era difficile dire di no. C’erano altri candidati in corsa; poi ho ricevuto la telefonata di Vidal che mi ha informato di essere diventato presidente della Sampdoria. Non sapevo chi fossero i miei competitors”.
Cessione Samp: “Le manifestazioni di interesse siamo d’accordo che quando ci sarà qualcosa di concreto ne verremo a conoscenza, ora siamo in una fase prematura, ma quando ci sarà qualcosa di concreto, il CdA verrà informato sui nomi. Vogliamo la Sampdoria nelle mani migliori possibili, e se ci sarà da far guerra la faremo (ride, ndr)”. Stiamo lavorando come se il 30 giugno dovessimo andare avanti. Le trattative per comprare società possono andare avanti tanto, non possiamo non programmare, il nostro lavoro, a parte i rinnovi, è quello di lavorare nel futuro della prossima stagione, non pensiamo che il 30 giugno ce ne andremo, lavoriamo fino a quando potremo andare avanti”
Calciomercato: “Siamo riusciti a non indebolire la squadra, abbassando anche il monte ingaggi. Abbiamo provato a prendere anche una prima punta, ma le condizioni che ci venivano prospettate comportavano un impegno eccessivamente oneroso per le nostre possibilità”.
Tifosi: “Ho voluto un sondaggio per capire le ragioni del distacco e spero di avere la possibilità di cambiare le cose”.
Su Giampaolo: “Giampaolo non è stato facile da convincere, ma si vedeva che era contento di rientrare in una società e giocatori che conosceva già e in una sfida da subentrante, cosa che non gli era mai capitata. Con una squadra che deve lottare per non retrocedere; adesso ripropone il 4-3-1-2, era difficile fargli la squadra su misura. Nelle varie chiacchierate l’ho trovato aperto a variazioni sul tema tattico. Finite le trattative l’ho trovato entusiasta, con carica, un valore aggiunto anche per noi, era contento di rimettersi in pista”.
Sulla riabilitazione di Mikkel Damsgaard: “Damsgaard sta facendo cure e terapie, speriamo di rivederlo qui, per questa stagione non so se riusciremo a rivederlo, spero possa ritornare presto tra noi. È mancato tanto nella fase iniziale di campionato; un giocatore che può ancora crescere”.
Sull’esonero di D’Aversa: “L’esonero di D’Aversa è avvenuto dopo Torino, credo che il mister abbia lavorato in situazione complicata, so che era stato messo in discussione e screditato anche nei confronti di giocatori. I suoi venti punti valgono tanto, l’ho ringraziato per il lavoro fatto, un grande signore. La comunicazione l’ho fatta io e non è stato facile… Dovevamo fare una scossa. La squadra sembrava avesse perso l’impeto e la voglia di correre su ogni pallone”.
Sull’innesto di Stefano Sensi: “Sensi lo abbiamo circondato. Ho consigliato a Mancini di chiamare Sensi… (ride, ndr). Il giocatore era convinto, abbiamo fatto un lavoro di fino, è stato molto contento di venire, e l’Inter molto corretta, con Beppe Marotta c’è stato un ottimo rapporto, è stato bravissimo”.
Su Giovinco: “Mi sono intrattenuto con Giovinco, ha fatto una carriera grandissima, gli ho chiesto dell’esperienza a Toronto, e gli ho fatto un grandissimo benvenuto, è partito appena ricevuto la telefonata. Sono fiducioso sull’entrata in forma di Giovinco, riporta Sampdorianews.net. Nel mercato abbiamo cercato di prendere una altra punta, Supriaha è un giovane, ha bisogno di ambientarsi, giocava e non giocava, c’è il problema della lingua. Ci siamo scontrati con società che chiedevano il prestito oneroso e obbligo di riscatto. Noi abbiamo fatto operazioni con giocatori in scadenza a giugno. Avevamo l’obiettivo di avere una squadra o uguale o più forte di prima. Silva aveva deciso di andare via e non potevamo far nulla davanti a certe offerte e con calciatore con la testa da un’altra parte. Ci siamo mossi bene, abbiamo un monte ingaggio paritetico, non volevamo indebolire la squadra, rimanere in A è fondamentale. Abbiamo preferito dire di no a certe offerte”.
Rispetto ad altre possibili trattative del mercato di gennaio: “Linetty era stato un nome fatto ma dipendeva dai movimenti a centrocampo. Le trattative con Cairo non sono facili (ride,ndr). Prelec è andato via in prestito, è andato a giocare, speriamo di riprenderlo pronto e motivato. Bonazzoli è in prestito alla Salernitana. Ad Eder abbiamo pensato lontanamente. Verre voleva giocare di più.”
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