“Quando due anime infine si sono trovate, si sono scoperte compatibili e complementari, hanno compreso di essere fatte l’una per l’altra, di essere, dunque, simili, si stabilisce tra loro per sempre un legame, ardente e puro, proprio come loro, un legame che inizia sulla terra e continua per sempre nei cieli… È questo l’amore che tu ispiri in me.”
Ho deciso di iniziare con questa meravigliosa frase di Victor Hugo perché penso che essa sia al momento la più indicata per esprimere il senso d’amore, d’appartenenza, di legame profondo verso la nostra cara e amata Sampdoria.
Ho parlato appunto d’amore perché penso che sia proprio esso che ci spinge a tifare la nostra squadra.
Il “Tifare” però è solamente l’atto finale che ci porta a sostenere i nostri beniamini in campo con cori, inni ad hoc, urla di gioia miste alla disperazione, ma il vero e proprio motore che ci spinge a incontrarla la domenica è sempre e solo l’amore.
Per anni, o per lo meno da quando sono Sampdoriano, 28 anni, pochi o molti non sta a me dirlo, il sentimento di appartenenza, il legame speciale e indissolubile, è stato sempre lo stesso.
Vi ricordate quando da adolescenti, incontravate una ragazza o un ragazzo che vi piaceva, è dentro di voi avevate le classiche “farfalle nello stomaco”? Quella splendida sensazione che annebbiava la vista, distoglieva i pensieri, quel senso di “non presenza mentale”, ma che noi in siciliano chiamiamo “rincoglionimento totale”, in senso buono ovviamente…?
Ecco quelle sensazioni sono le stesse che io provo a distanza di anni tutte le volte che parlo di Samp, tutte le volte che penso alla Samp, e tutte le volte che vado a vederla giocare allo stadio.
Se non è amore questo? Allora ditemi voi che cos’è?
Seneca avrebbe detto “E’ un bene inestimabile arrivare ad appartenersi interamente “e aveva perfettamente ragione perché non esiste gioia più bella nell’andare a incontrare chi amiamo profondamente.
E sfido qualunque tifoso Blucerchiato in questo momento a non pensarla così.
Certo, e qui vi do ragione pienamente, magari non romantico e melenso come me, ma il succo del discorso lo sappiamo tutti che è comunque lo stesso.
Da un po’ di tempo la nostra Cara e Amata Sampdoria vive un momento di difficoltà che tutti sappiamo, non sto qui a raccontarlo, ma il nostro compito, l’unico e solo, non è quello di fare i giudici, gli allenatori, i presidenti, i direttori sportivi, i magazzinieri e chi più ne abbia più ne metta…
La nostra mansione, la nostra “investitura perenne” per dirla in “gergo medievale”, è solo quella di incitarla, sostenerla, supportarla, seguirla, amarla, in campo e fuori.
Ma soprattutto “difenderla” a volte anche da noi stessi, dai nostri cattivi pensieri condizionati dalla situazione, dai nostri dubbi, dalle nostre incertezze.
Si, noi per un attimo, quello appunto lungo 90 minuti dobbiamo semplicemente staccare la spina e inserire soltanto la password del router del nostro cuore che conosce come “IP Statico e perenne” solo la combinazione del nostro essere Sampdoriani.
Dobbiamo difendere con i denti e con tutte le nostre forze quanto di meraviglioso e magico amiamo.
Non siamo leoni da tastiera ne lo vogliamo diventare, siamo soltanto dei veri e propri “marinai” che nella tempesta riescono a cavalcare le onde delle difficoltà per far approdare la nostra anima blucerchiata in acque più sicure.
Questo è l’unico compito che abbiamo, ecco perché le chiacchiere stanno a zero e l’unico sentimento che dovremmo avere è proprio quel “non vedere l’ora di andare allo stadio per incontrarla”.
Io già oggi conto i minuti e le ore che mi separano da lei. E non penso ad altro se non a questo.
Tutti noi Sampdoriani dobbiamo ritrovare e riscoprire insieme quel sentimento profondo e vero che ci lega fortemente a lei.
Conta solo questo, l’unico vero valore indissolubile per la Samp…siamo noi tifosi.
La Samp ha bisogno di noi, i ragazzi hanno bisogno del nostro sostegno, perché a volte è proprio il dodicesimo uomo in campo a spingere la palla verso gol incredibili e inaspettati.
La nostra Samp domenica ci aspetta. Ci chiama verso di lei, non facciamo finta di non sentire, non inventiamo scuse e soprattutto non ce la facciamo ripetere due volte….
Perché alla fine, come scriveva Lao Tzu: “I legami più profondi non sono fatti né di corde, né di nodi, eppure nessuno li scioglie.”
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