Ferrero: il tribunale del riesame conferma le accuse. Sottratti soldi della Samp

Ferrero: il tribunale del riesame conferma le accuse. Sottratti soldi della Samp

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Si evidenziano nuovi aggiornamenti legati all’ormai ex presidente della Sampdoria Massimo Ferrero, dopo l’arresto e le accuse nei suoi confronti.

Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha confermato le accuse nei confronti di Massimo Ferrero – e degli altri indagati – per il fallimento di quattro società riconducibili proprio all’ex presidente della Sampdoria.

Di seguito il testo dell’ordinanza che conferma, inoltre, la sottrazione di soldi dal club blucerchiato: “Con particolare riguardo a Ferrero Giorgio, cui sono ascritte numerose e gravi condotte poste in essere nel contesto di riferimento, lo stesso risulta aver rivestito e/o ancora rivestire cariche di rilievo in altre società riconducibili al contesto d’interesse, in particolare: Film 9 S.r.l. — attiva —, quale socio e amministratore unico; Holding Max S.r.l. — attiva — quale socio e amministratore unico; I Golosi Sr.l.s. — inattiva — quale socio e amministratore unico; Mediaport Cinema Sr.l. (incorporata a Eleven Finance S.r.l il 28.10.2015), quale amministratore unico; Primus Real Estate S.r.l. — inattiva —, quale socio. Lo stesso continua a mantenere contatti anche con gli altri indagati interloquendo su questioni afferenti alle gestioni pregresse e attuali. A tale ultimo proposito significative appaiono la plurime conversazioni d’interesse sopra citate con specifico riferimento al predetto, da cui si evince la stretta cointeressenza con gli interessi economici di Ferrero Massimo e della figlia Ferrero Vanessa, con cui si confronta anche in riferimento ai comportamenti tenuti da persone di fiducia del primo.

Con riguardo a Ferrero Massimo, Ferrero Vanessa, Fanelli Giovanni, Del Gatto Aniello, Coppolone Roberto e Ferrero Giorgio i forti interessi personali sottesi alle condotte in esame, l’elevato grado di coinvolgimento nel contesto soggettivo e oggettivo di riferimento, il numero e la gravità delle condotte loro ascritte per come indicate nella provvisoria imputazione e l’inserimento delle stesse in un contesto soggettivo e oggettivo allargato fanno ritenere che l’applicazione di una misura non custodiale sia inidonea allo scopo. Appare infatti elevato il pericolo che, ove liberi di circolare sul territorio, gli indagati possano operare illecitamente in maniera sia diretta che mediata, anche attraverso contatti e comunicazioni reciproche e/o con terzi”.

E poi ancora: “Tenuto conto dello stato di incensuratezza degli stessi, del minor numero di fatti ascritti a loro carico e dell’incidenza dei ruoli formalmente rivestiti ai fini della perpetrazione degli illeciti, idonea e pienamente rispondente alle esigenze cautelari del caso di specie, oltre che proporzionata all’entità dei fatti ed alla sanzione che si ritiene potrà essere irrogata, appare l’applicazione congiunta della misura cautelare degli arresti domiciliari, con assoluto divieto di comunicazione — anche per via telefonica e telematica — con soggetti diversi da coloro i quali con gli stessi coabitano o che li assistono, e della misura cautelare interdittiva del divieto di esercitare attività di impresa e uffici direttivi delle persone giuridiche”.

Misura coercitiva: “Il ritenuto pericolo di recidiva e la prognosi circa l’entità della pena che potrà essere comminata all’esito del giudizio fanno escludere — allo stato — la futura concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena”.

Come riportato nel sito ufficiale di Quotidianodelsud:

Secondo quanto emerso dalle indagini, il 23 dicembre 2013, gli indagati cagionavano il dissesto della società Ellemme Group Srl per effetto di operazioni dolose. Era stato altresì accertato che i soldi della “Unione Calcio Sampdoria Spa”, peraltro, sarebbero stati utilizzati per tappare i buchi della fallita Sport Spettacolo Holding Srl, oggetto di inchiesta penale da parte della Procura della Repubblica di Paola nell’ambito del crack provocato da Massimo Ferrero, patron della società blucerchiata, destinatario, giorni addietro, di un’ordinanza custodiale in carcere. Tornando al Riesame di Catanzaro, il collegio ha rigettato per Giorgio Ferrero, confermando le contestazioni del Gip di Paola contro Del Gatto e trasformando a suo carico la misura dei domiciliari in divieto temporaneo di esercitare attività di impresa per dodici mesi.”

 

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