Nella giornata di ieri sono emersi ulteriori dettagli legati alla vicenda dell’arresto di Massimo Ferrero.
Massimo Ferrero, secondo la Guardia di Finanza, avrebbe utilizzato una parte dei finanziamenti speciali ottenuti dalla Sampdoria durante la pandemia per pagare accordi transattivi di altre aziende del suo gruppo, coinvolte poi nei fallimenti. L’accusa è contenuta in un’informativa del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Cosenza, trasmessa alla Procura di Paola.
Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de Il Secolo XIX, dalla sede blucerchiata di Corte Lambruschini, in serata, è arrivata una nota che contesta senza giri di parole la tesi investigativa, definendola “priva di fondamento”.
“La Sampdoria ha pagato a SportSpettacolo (Ssh srl) soltanto somme per importi dovuti sulla base di contratti esistenti da tempi precedenti alla gestione Ferrero, assolutamente congrui e coerenti. Quindi nessuno ha mai distratto fondi dalla Sampdoria»”.
Lo stesso Luca Ponti, uno dei legali di Ferrero, interpellato dal Secolo XIX risponde così: “A me risulta che tutti i finanziamenti erogati da Sace, e incassati come il 90 per cento delle società italiane, in favore della Samp sono stati integralmente utilizzati nell’attività ordinaria e corrente”.
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