Giorno dopo giorno, emergono sempre più dettagli nuovi della vicenda dell’arresto di Massimo Ferrero.
E in particolare nuove intercettazioni che riguardano Vidal che parla di Hoist, uno dei creditori privilegiati di Massimo Ferrero, che «non ha alcuna intenzione di cedere e vogliono vedere Ferrero morto (economicamente, ndr)», svelano le intercettazioni.
Il club sampdoriano è attualmente inserito nel trust Rosan, ovvero rappresenta una garanzia di pagamento nell’ambito dei concordati avviati dall’allora patròn doriano per evitare il fallimento di due sue aziende, la Farvem e la Eleven Finance. Il titolare del trust è il commercialista Gianluca Vidal. Ed è vero che le trattative per l’acquisto del club, stando alle dichiarazioni dello stesso Vidal, avrebbero subito un’accelerazione dopo il blitz della Finanza, ma nell’ordinanza di custodia cautelare compare un’intercettazione che getta alcune ombre sull’esito dei concordati. E se una delle due imprese, Eleven in particolare, non dovesse essere ammessa al medesimo concordato, si avvierebbe la procedura fallimentare e salterebbe l’«obbligo» di cedere il Doria per racimolare le somme necessarie ai creditori.
Tornando ai concordati traballanti, va ricordato come lo rimarchi pure il giudice dell’indagine preliminare Rosamaria Mesiti nel disporre le varie misure cautelari.
Il gip scrive che nel giugno 2021 Vidal, al telefono con Vanessa (ora ai domiciliari), discute proprio dell’ammissione al concordato di Eleven Finance.
Dice il commercialista: “Con l’adunanza dei creditori si va a definire sostanzialmente il termine entro il quale noi andiamo ad accendere il voto (sui concordati, ndr) … lì bisogna aver necessariamente negoziato con gli amici, per modo dire, di Hoist perché questi… questi qui altrimenti ci fanno fallire matematico, perché hanno già detto in sede di discussione per il credito… che loro non hanno nessuna intenzione di cedere (il loro credito, ndr) a nessuno che nasconda o che abbia dietro Ferrero, perché lo vogliono veder già morto (ride, ndr)». Vidal aggiunge: «Bisogna vedere che cosa riusciamo a fare, naturalmente non è che noi abbiamo questi soldi, non abbiamo neanche un euro…”.
Dunque secondo quanto riportato dall’edizione odierna de Il Secolo XIX, l’esito dei concordati e l’eventuale, necessaria, cessione della Sampdoria per ottenere il denaro utile a evitare il crac di due società di Ferrero, dipendono pure dal colosso svedese Hoist, che non molla di un centimetro e pare essere deciso anche a far fallire sempre Ferrero pur di recuperare i milioni, almeno 33, che l’ex presidente Samp gli deve.
Facebook Comments