Come sempre tiene banco la questione legata al futuro della Sampdoria.
I scarsi risultati sul campo da un lato e le vicende esterne delle società di Ferrero dall’altro preoccupano i tifosi e sono sicuramente lo specchio di una realtà che al momento non vive una situazione felice.
Tempo fa, come riportato, c’è stato lo sfogo di Corrado Tedeschi, conduttore televisivo e storico tifoso Blucerchiato, con un post al quale Stefano Versace, l’imprenditore marchigiano trapiantato negli Stati Uniti interessato all’acquisto della Sampdoria, ha risposto e che non è passato di certo inosservato.
La nostra redazione, ringraziando anticipatamente Stefano Versace per il tempo che ci ha concesso, ha intervisto in esclusiva l’imprenditore che ha affrontato diversi argomenti.
Dott. Versace, intanto grazie per il suo tempo, l’anno scorso, mi passi il termine, è uscito il suo nome allo scoperto per il suo interessamento nei confronti della Samp. È cambiato qualcosa da un anno a questa parte?
“Assolutamente. Non è cambiato nulla. Il mio interesse per la Samp c’è sempre. Ma come ho detto anche l’anno scorso per acquisire una società, la stessa deve essere in vendita. Al momento la Samp non è in vendita, lo stesso Ferrero più volte lo ha ammesso e ribadito. Tra l’altro, io che sono nel campo dell’imprenditoria, posso affermare che è alquanto impensabile, o quanto meno è un processo lungo, acquisire una società dal momento stesso che non vi è un prezzo fissato in essere. Il prezzo lo fa chi detiene la Sampdoria e per acquisirla ci devono essere le giuste condizioni che al momento non esistono. Le condizioni sono dettate da chi vuole vendere. Ferrero ha fatto dal punto di vista tecnico un lavoro egregio nella Sampdoria. Nessuno da questo punto di vista può rimproverargli nulla. Possiamo dibattere su quelli che sono i suoi modi comunicativi ma per tutto il resto tanto di cappello. Non dimentichiamoci che comunque in tutta l’era Ferrero la Samp è stata sempre in Serie A. Le società di calcio sono ormai delle aziende vere e proprie se ci fate caso e le stesse crescono con una buona gestione e con progetti supportati da assett, altrimenti falliscono come negozi di scarpe, pescherie, fabbriche e aziende digitali.”
Qualche settimana fa, il suo intervento sul post di Corrado Tedeschi, vuole spiegarci meglio cosa intende per azionariato popolare?
“Ho ricevuto e ricevo spesso messaggi da parte dei Sampdoriani di comprare la Samp. Mi chiedono “per favore compraci la Samp, liberaci da Ferrero.” Ma è facile da un certo punto di vista “parlare” passami il termine, quando devono essere gli altri ad investire. I tifosi non me ne vogliano, perché io stesso sono tifoso della Sampdoria e mi stanno a cuore le vicende della Samp sia in campo che fuori, ma la Sampdoria non è dei Sampdoriani come tutte le società di calcio. Al contrario, però, i sampdoriani sono un patrimonio della Sampdoria che, come tale, può essere incrementato o meno in base ai risultati. Vogliamo davvero la Sampdoria in mano ai sampdoriani? Benissimo. Vogliamo tutti mettere un po’ di soldi e comprarci la nostra squadra del cuore? Facciamolo. È un’azienda come detto anche prima gestita da delle azioni. Se veramente deve essere e vogliamo che sia di noi tifosi, allora dico chi sarebbe disposto ad attuare, come ho detto nel post di Tedeschi, un azionariato popolare, stile anni 80, e mettere la propria quota così da presentare un’offerta a Ferrero? A quel punto io stesso potrò fare la mia parte. Però, l’ho detto sin qui e lo ripeto e lo sottolineo, il valore che da Ferrero è spropositato. Imprenditorialmente e finanziariamente parlando, non ha alcun senso.”
Durante la nostra trasmissione Blucerchiati.net, ci parlava di investitori che la potevano affiancare per l’acquisto. È un progetto passato o ancora in essere?
“Il gruppo di persone c’è sempre ed è interessato. Lo stesso gruppo ha però un progetto, un progetto che ha bisogno di tempo per essere valutato, e ha lo scopo di riportare la Sampdoria ai sampdoriani. Il prezzo, però, lo fa Ferrero, ed è ovviamente un prezzo fuori mercato nel peggior momento per chi vuole investire. Siccome non è in vendita, l’unico modo è offrire una cifra che non ha, finanziariamente, davvero alcun senso perché al momento le cifre che pretende Ferrero non rendono giustificabile l’investimento e ancor più quest’oggi che il Covid ha cambiato le carte in tavola e che in Italia, a parte gli americani nessuno vuole più investire.”
Cosa pensa della squadra, del mister? Ce la farà la nostra Samp a superare questo momento?
“La storia della Samp, da quando sono tifoso, mi ha sempre abituato ad affrontare ogni campionato con la sorpresa di quello che poteva accadere. Basti pensare che in passato quando avevamo iniziato il campionato che poi ci ha portato al 4°posto non eravamo partiti nel migliore dei modi. Penso che comunque sia dietro che davanti a noi, le altre non abbiano nulla in più. Eppure, se rivedo la partita con l’Inter di quest’anno sono rimasto sorpreso e ho pensato: finalmente una squadra che sa giocare. Poi rivedo la gara con il Cagliari e mi viene il nervoso. La squadra c’è e sono convinto che lottando ne usciremo. La Samp ci ha sempre abituato a queste emozioni.”
Quando i tempi potranno essere maturi per un suo possibile affondo?
“Lo ripeto. Al momento non essendo la Samp in vendita non si può parlare di tempistiche vere e proprie. E sulle questioni esterne di Ferrero, di cui la Samp tra l’altro non è coinvolta, non credo siano così determinanti per una possibile cessione. L’esito non è detto che cambi in positivo o negativo la situazione di Ferrero.”
Nel caso acquistasse la Samp, Vialli potrebbe essere il Presidente?
“Ovvio che si.”
Paolo Bardetta
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