Ieri, alla Sala Chiamata del Porto di Genova, è andata in scena un’assemblea pubblica volta a discutere e a confrontarsi sul tema, coinvolgendo una grossa fetta del pubblico Blucerchiato.
Questo il resoconto:
“Questa riunione serve per capire le motivazioni per cui i gruppi non sono entrati. Abbiamo letto di tutto, come ad esempio che era una protesta no Green pass, una cosa assolutamente falsa. La nostra verità è che non abbiamo mai insultato nessuno di quelli che hanno deciso di entrare allo stadio. Se volete entrare entrate! Per noi ora non ci sono le condizioni per entrare allo stadio e vi spieghiamo perché. Noi non siamo mai stati semplici tifosi, siamo sempre stati una sorta di comunità di persone che non hanno solo una squadra del cuore per cui tifare, noi abbiamo anche e soprattutto una serie di valori che sono forti e che lo sono sempre stati.
Questi valori sono tre:
1) no business, nessuno ha mai fatto un soldo gestendo la gradinata della Sampdoria! 2) no politica, abbiamo sempre estirpato sul nascere qualsiasi tentativo di mettere la politicamente gradinata!
3) non si lascia indietro nessuno! Cosa vuole dire? Vuole dire che se durante una trasferta un sampdoriano è in una brutta situazione non si torna a Genova lasciandolo da solo. Allo stesso modo, se sei un tifoso sampdoriano e non puoi entrare allo stadio (e ripetiamo, non c’entra il Green pass), finché ci saranno le limitazioni noi non entreremo. Ci riferiamo per esempio al fatto che se non sei il più veloce a fare il biglietto rimani chiuso fuori. L’organizzazione dei gruppi si fonde sul concetto di comunità, se ci sono solo tifosi singoli che entrano allo stadio ognuno inevitabilmente si fa i cazzi suoi. Oltre al problema delle limitazioni c’è il guaio che bisogna rimanere distanziati. Le altre tifoserie si abbracciano, sappiamo che le regole non funzionano, ma questi comportamenti sono passibili di multe e diffide come è già successo nella prima di campionato. Alla terza multa c’è la diffida e non entri allo stadio, queste sono regole vigenti e finché ci saranno queste regole secondo noi non ci saranno le condizioni per entrare. Tuttavia se volete entrare allo stadio entrate, qui nessuno vuole impedire di entrare, ognuno è libero di fare quello che vuole. Noi vi stiamo spiegando perché manca il tifo organizzato. Un esempio di cosa vuole dire non lasciare indietro nessuno è la semifinale di coppa Italia del 2009 quando l’Inter aveva mandato 2500 biglietti per noi a richiesta di diecimila biglietti. All’epoca avevamo la possibilità di chiedere alla società i biglietti per noi, ciononostante ci eravamo sentiti in dovere di andare a Milano a protestare e grazie alla nostra protesta poi a San Siro ci sono stati 15mila sampdoriani. Questo è il nostro concetto, questa è la nostra mentalità , se non la pensate come noi entrate! “
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