Vinto, visto, vissuto: il tributo di Marco Benvenuto per i trent’anni dello scudetto passando attraverso i ricordi dei tifosi blucerchiati

Vinto, visto, vissuto: il tributo di Marco Benvenuto per i trent’anni dello scudetto passando attraverso i ricordi dei tifosi blucerchiati

- in Mondo Samp, News
Condividi questo articolo

Classe 1957, il calcio come palestra  di giornalismo dalle serie minori fino a quello professionistico. Frequentemente scritto, molto raccontato in tv negli anni attraverso le cronache, in qualche caso gridate sul circuito 7 Gold spesso a competere con Tiziano Crudeli.  Tra ”Tutti Pazzi per Pazzini” e l’urlo per Cassano, lo sguardo indietro allo scudetto blucerchiato. Collaboratore al mitico Guerin Sportivo di Italo Cucci, fino a Calcio 2000 di Marino Bartoletti, passando per una lunga milizia incrociata tra Il Lavoro e Il Corriere Mercantile- La Gazzetta del Lunedì.  Sull’altro versante la televisione. Una lunga storia iniziata nel 1981 a Telenord, allora a Serra Riccò, e proseguita poi dal 1993 al 2017 come caporedattore alla sede regionale ligure di Telecity Italia 7. La cronaca, la politica della regione in primo piano ma, sempre  una grande attenzione al calcio di parte sampdoriana in onore di una storia  profonda di tifo blucerchiato e sampierdarenese. Da qualche tempo anche apprezzato editorialista della nostra testata, Marco Benvenuto rappresenta sicuramente una delle voci più autorevoli e stimate nel campo del giornalismo ligure con una grande passione che lo ha portato a realizzare un libro per raccontare lo scudetto della Samp attraverso i ricordi di quanti lo hanno vinto, visto vissuto, dagli spalti del Ferraris come da quelli di San Siro; o magari via etere, chi dal Brasile, altri dal sagrato della chiesa dove si sposava la sorella, salvo esplodere, chissà, al momento fatidico con un “Sìììììììì” talmente forte che non poteva spiegarsi con la felicità per il congiunto all’altare ma piuttosto con quella capriola di Vialli che affondava l’Inter o con il gol da fantascienza di Mannini contro il Lecce come è scritto nella descrizione del volume intitolato appunto “Vinto, visto, vissuto”.

Marco, come nasce l’idea di un  libro interamente realizzato attraverso i ricordi dei tifosi per celebrare un evento storico come la conquista del primo e finora unico scudetto blucerchiato?

“Mettere insieme una passione, raccontarla quando ha raggiunto il suo punto più alto. Raccontare la storia dello scudetto attraverso le emozioni di chi l’ha vissuta sugli spalti altrettanto intensamente rispetto a chi l’ha vinta sul campo. Vincemmo tutti trent’anni fa. Come disse Paolo Mantovani “una vittoria dei sampdoriani”. E allora mi è parso giusto dare voce ai tifosi.”

Quando e dove si potrà trovare il libro?

“L’uscita è prevista per la prossima settimana e il volume si potrà trovare nelle librerie e, naturalmente, su tutte le piattaforme on line.”

Qualche anticipazione?

“C’è davvero di tutto nei racconti che i tifosi blucerchiati mi hanno fatto arrivare e che ho pubblicato. Ricordi di gioventù, bellissimi ritratti di chi magari allora c’era e adesso non c’è più. Signore incinte che non avrebbero mai perso per nulla al mondo la partita dell’apoteosi contro il Lecce. La storia della festa a De Ferrari, la lunga marcia attraverso la città. C’è chi ricorda di aver visto la partita con il papà, che adesso è volato in cielo. Non è un ricordo semplicemente dei momenti topici come la gara del 5 maggio a Milano contro l’Inter o quella del 19 maggio contro il Lecce. E’ il percorso di un campionato fantastico ma che partiva da molto lontano. Magari dai campionati anonimi in serie B degli anni settanta.”

Per l’occasione hai dato giustamente voce ai tifosi, ma il tuo ricordo di quella fantastica cavalcata invece qual è?

“A quell’epoca seguivo già la Sampdoria come giornalista ma le mie brave capatine in gradinata non me le facevo certo mancare. Devo, tuttavia, confessare una cosa: se avessi dovuto io raccontare i miei ricordi avrei qualche difficoltà a metterli in fila. Un po’ come se il fatto di aver vissuto una gioia sportiva di quel tipo avesse azzerato la memoria. Forse, semplicemente, un ricordo talmente geloso da non voler essere condiviso. O forse l’età… Meno male che i tifosi, invece, hanno buona memoria e buon cuore.”

Condividi questo articolo

Facebook Comments

You may also like

Verschaeren e Insigne illuminano la Samp, Tutino resta al buio

Vindhal 6 – Non irreprensibile sul primo gol,