Bottiglie in frigo? Stappatele per festeggiare questa Samp…

Bottiglie in frigo? Stappatele per festeggiare questa Samp…

- in Editoriali, News
Editoriale-blucerchiati
Condividi questo articolo

Spesso, anche nel corso delle nostre dirette, riceviamo messaggi in cui veniamo sollecitati (se non addirittura in alcuni casi neppure troppo velatamente tacciati di “omertà”) a parlare delle presunte trattative legate alla cessione societaria.

La risposta è sempre la stessa, peraltro anche la più ovvia, è cioè che allo stato non esiste alcuna trattativa e del resto non occorre certo la sfera di cristallo per capire che in un momento come questo non potrebbe essere altrimenti, il che naturalmente non significa che in futuro le cose non possano cambiare.

La stella polare che fin dall’inizio ha ispirato la linea editoriale di questa testata (e la mia in particolare) si riporta a pochi ma saldi principi, tra i quali la verifica delle fonti e della veridicità delle notizie, l’etica professionale e il rigoroso rispetto delle più elementari norme deontologiche che disciplinano l’esercizio della professione giornalistica, ormai troppe volte svilita e vilipesa laddove i percorsi formativi che conducono all’iscrizione all’albo vengono inopinatamente calpestati e sostituiti dal proliferare di improbabili pagine e paginette sui social.

Da mesi, per non dire anni, leggiamo inviti a mettere in fresco bottiglie in previsione di sempre imminenti eventi da festeggiare puntualmente disattesi dai fatti. Ecco, se possiamo permetterci anche noi di formulare un invito, suggeriamo di tirare fuori quelle bottiglie e stapparle per celebrare la bella Samp ammirata sabato al Meazza.

Una squadra capace di mettere alle corde per lunghi tratti a domicilio un avversario di caratura nettamente superiore e formalmente ancora in lotta per il titolo attraverso una prestazione sontuosa  frutto di gioco, pressing, perfetta copertura degli spazi e qualità. Ingredienti che hanno annichilito il Milan di sua maestà Ibrahimovic  con una prima frazione di gara letteralmente dominata dai blucerchiati di Claudio Ranieri. Il quale dal canto suo, fatta salva la legittimità di alcune critiche e nel rispetto delle opinioni di ciascuno, sicuramente meriterebbe maggior rispetto per il lavoro che, piaccia o no, ha svolto in questi due anni in quel di Bogliasco portando in porto una salvezza tutt’altro che scontata nel primo e mantenendo sempre saldamente al riparo da acque perigliose il gruppo nel secondo.

La sfida di San Siro ci ha consegnato una formazione gagliarda e volitiva, con alcune eccellenze come il gioiellino Damsgaard (una autentica delizia per gli occhi), l’ottimo e troppo spesso bistrattato Bereszynski padrone assoluto della sua fascia di competenza nonostante la quarta partita giocata in pochi giorni, il maestoso Colley, ma finalmente anche un Candreva disposto al sacrificio per il bene della squadra, il solito Thorsby ormai idolo anche in patria e l’infinito bomber Quagliarella.

Peccato (ed è quasi paradossale) che a vanificare un successo ampiamente meritato siano stati proprio coloro che avrebbero dovuto rappresentare il valore aggiunto dopo la campagna acquisti estiva, vale a dire Adrien Silva e Keita Balde, il primo per aver lasciato  in dieci i compagni per quasi tutto il secondo tempo con un’ingenuità francamente imperdonabile per un giocatore della sua esperienza e il secondo reo di aver sprecato malamente un’azione offensiva anziché tenere palla dando il via all’azione di contropiede dei rossoneri costata il pareggio di Hauge a tre minuti dalla fine del tempo regolamentare.

Restano l’ottima impressione destata e l’atteggiamento che induce all’ottimismo per un finale di stagione diverso da quello degli ultimi anni in cui finalmente non vengano deposte anzitempo le armi in ragione di un obiettivo ormai praticamente raggiunto.

E a proposito di finale di stagione, dopo aver sentito il nostro immenso Capitano, per l’ennesima volta in doppia cifra nella classifica dei marcatori, affermare in tv di non aver ancora ricevuto alcuna chiamata per il rinnovo del contratto auspichiamo che il nodo venga sciolto in fretta, perché ipotizzare che non gli venga concesso di indossare la maglia più bella del mondo e la fascia sul braccio ancora almeno per un altro anno sarebbe qualcosa di delittuoso che non possiamo nè vogliamo immaginare. Ma siamo certi che non accadrà.

Buona Pasqua a tutti.

 

Condividi questo articolo

Facebook Comments

You may also like

Verschaeren e Insigne illuminano la Samp, Tutino resta al buio

Vindhal 6 – Non irreprensibile sul primo gol,