Ormai è passato già un anno dall’inizio della pandemia che ha stravolto il mondo intero e tutti non vedono l’ora di vedere quella luce in fondo al tunnel per ricominciare da capo e riprendersi la propria vita.
Il mondo del calcio si è dovuto fronteggiare giustamente con leggi, protocolli che potessero garantire la sicurezza al rischio di nuovi contagi e tutto affinché lo spettacolo dello Sport più bello del mondo potesse continuare.
Sport che soffre soprattutto dell’assenza dei tifosi e non solo dal punto di vista economico.
Squadre di tutto il mondo che hanno dovuto fronteggiare in prima persona la pandemia con situazioni di Covid all’interno della squadra, società come nel caso della Samp.
Si è iniziato dalla positività di Gabbiadini riscontrata il 12 marzo 2020. Da lì in poi sono stati almeno una dozzina i calciatori colpiti dal virus.
Di alcuni è stata comunicata l’identità: Balde, Colley, Ekdal, Bereszynski, Tonelli, La Gumina, Thorsby, Depaoli, Barreto. Di altri no, soprattutto dell’ultimo gruppo, quello del 7 maggio è stata mantenuta la privacy. Di altri ancora si è conosciuta per esclusione, come per Letica ai primi del mese scorso, l’ultimo caso nello spogliatoio.
A questi si aggiungono anche il dottor Baldari e un collaboratore di Ranieri annunciato positivo lo scorso 17 marzo.
Come riportato dall’edizione odierna de Il Secolo XIX, dall’inizio della pandemia la Samp ha dovuto fronteggiare spese al momento attestate attorno al mezzo milione di euro.
Il numero di tamponi effettuati da marzo 2020 a oggi tocca ormai quota 7mila. Nella stagione in corso si sta avvicinando ai 6.000 tra molecolari (il 65%) e rapidi (35%), oltre a un migliaio di test sierologici, incluso il settore giovanile.
Nella norma il cosiddetto “gruppo squadra”, composto da una sessantina di persone, effettua un tampone a settimana, 48 ore prima della partita, come da protocollo.
Ma in situazione di emergenza, ad esempio dopo la positività di Letica, si entra in modalità “bolla” e significa un tampone al giorno prima dell’inizio degli allenamenti.
A questo si aggiungono inoltre tutte le altre misure come cambiarsi al Mugnaini in tre spogliatoi differenti, visto che quello principale della palazzina è troppo piccolo e non consentirebbe di rispettare gli spazi.
Facebook Comments