Firmato Ranieri!

Firmato Ranieri!

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La vittoria di domenica contro il Torino mette in calce un risultato al momento inconfutabile: la Sampdoria 20-21 è praticamente salva e questo era il primo obiettivo dichiarato dalla società. I 35 punti dopo 28 giornate infatti, portano il Doria nella parte sinistra della classifica che da questo momento, con 13 punti di margine sulla zona calda rappresentata dal Cagliari, deve essere l’obiettivo da perseguire nelle ultime 10 giornate. Un campionato tranquillo, mai invischiati nella zona calda ma guardando anche avanti dunque.

I 3 punti poi hanno un significato doppio in quanto arrivati con sofferenza e contro un avversario galvanizzato dalle tante rimonte della gestione Nicola, i 3 pareggi incredibili di Benevento, Bergamo e con la Fiorentina e il clamoroso 3-2 di mercoledì scorso contro il Sassuolo di De Zerbi. Insomma i granata arrivavano a Genova come una squadra mai doma battuta solo dall’Inter nei minuti finali e dal Crotone dopo il grosso focolaio covid che aveva fermato i granata.

La Samp di Ranieri, dal canto suo arrivava da un girone di ritorno deficitario con 1 solo successo in 8 partite, anche se dal punto di vista del gioco, a nostro avviso, i blucerchiati non avevano demeritato contro Lazio, Atalanta e Bologna e nell’ultimo match interno avevano subito la beffa del gol al 95° contro il Cagliari.

La sfida contro il Toro vinta 1-0 ha riconsegnato un Gabbiadini ormai ristabilito e fresco di rinnovo, un Candreva sempre più decisivo con 5 reti e 6 assist e una difesa finalmente imbattuta, la 3a volta in stagione. Prove autorevoli per Audero, sempre presente specie in uscita, per Augello autore dell’ennesima scorribanda offensiva della stagione trasformata in gol, e della coppia Tonelli-Colley che resta quella più utilizzata da Ranieri dopo la prova incolore del duo Ferrari-Yoshida a Bologna. In più aggiungiamo le prestazioni solide di Bereszynski che sta tornando quello visto nella gestione Giampaolo. Certamente, dunque, tante certezze e sicurezze future devono partire dall’assetto difensivo che deve trovare definitivamente la quadra. Abbandonata per il momento la difesa a 3, Ranieri ora deve dare continuità alle scelte.

Il centrocampo pure si sta assestando e al momento per le caratteristiche richieste dal mister prevede una linea centrale a 2 che a seconda delle partite vede in campo Thorsby e uno tra Ekdal e Silva. L’annoso problema nasce dalla condizione di Silva che ricordiamolo sempre, è arrivato da 1 anno di inattività e al suo fianco vede meglio la dinamicità del centrocampista norvegese a suo agio anche come incursore. Più statico e di posizione Ekdal che vista la non proverbiale velocità si adatterebbe meglio anch’esso a Thorsby. Fondamentale trovare il giusto assetto perché uno dei problemi del Doria è stato il poco filtro del reparto mediano a causa delle caratteristiche dei centrocampisti e della poca dinamicità e il palleggio garantito dal solo centrocampista portoghese dai ritmi però un po’ compassati. Saremmo poi curiosi di rivedere Askildsen.

Sugli esterni invece si basa molto il gioco di Ranieri, basti pensare che la Samp è quasi alla doppia cifra di reti realizzate di testa e altrettante su cross, una precisa strategia del mister che infatti vede Candreva, Jankto e Damsgaard in totale a quota 11 reti in 3. Proprio il talento danese, un tuttocampista, deve ancora trovare la collocazione giusta e un minutaggio maggiore e di certo questa è una delle sfide da vincere di Ranieri delle ultime 10 partite. Speriamo comunque che Mikkel sia ancora qui la prossima stagione e vederlo crescere ulteriormente.

Infine davanti per la 1a volta, proprio alla 28a giornata, il mister romano ha avuto tutti gli attaccanti a disposizione, mai accaduto in stagione. Una considerazione fondamentale quando si parla di rosa adeguata messa a disposizione di Ranieri potenzialmente e quella utilizzata effettivamente. Keita in pratica si è visto con continuità da gennaio in poi e ancora non è quello ammirato in casa Lazio, Manolo appunto ha giocato pochissimo, complice l’operazione, e l’anno scorso, andando in doppia cifra, fu decisivo nella corsa salvezza. Ramirez idem l’anno scorso segnò tantissimo e quest’anno, complice il mancato rinnovo, non ha dato il giusto apporto. Verre stesso va ancora inquadrato come ruolo perché le volte che ha giocato non ha demeritato e rispetto al giocatore che non trovò spazio con Giampaolo è cresciuto tanto. Idem Torregrossa va valutato dopo il buon impatto, gol dopo pochi minuti contro l’Udinese, e l’infortunio che lo ha tenuto ai box fermo da 20 giorni.

Abbiamo volutamente lasciato per ultimo il capitano perché Quagliarella anche in questa stagione sta tirando la carretta a 38 anni ed è ad un passo dalla doppia cifra, 9 gol, che avrebbe già raggiunto senza l’errore dal dischetto con l’Atalanta e il gol annullato col Crotone. Da lui si deve ancora ripartire e siamo sicuri che nelle ultime 10 farà di tutto per aumentare lo score. Un anno di rinnovo per noi è da firmare. Ricordiamo infine che questa rosa con Ranieri ha visto andare a segno 15 marcatori diversi. Record storico. A parte Ferrari, Silva e Ramirez tutti quelli che hanno più di 5 presenze come titolari hanno fatto gol. Un caso? Noi non crediamo. Fortuna? Nemmeno.

Così, appunto, giungiamo all’annosa questione della rosa adeguata e degli obiettivi stagionali. Che campionato è stato finora per la Samp? Dove può arrivare nelle ultime 10? Qui vogliamo portare il focus ancora una volta su Ranieri, sul quale la critica è divisa in due. Noi ricordiamo solo i fatti, lasciamo a voi i giudizi finali. Parliamo di un tecnico che ha perso uno scudetto incredibile con la Roma 11 anni fa, ma che fece più punti dell’Inter del Triplete, 80 a 78, non dimentichiamo che Ranieri arrivò alla 3a giornata ereditando i 2 ko di Spalletti e una polveriera. Scudetto che aveva però vinto in pratica battendo la super Inter per 2-1 a fine marzo ma perdendo contro la Samp, il 25 aprile, in una partita che ricordiamo tutti per i miracoli in serie di Storari e la doppietta di Pazzini. Ha vinto la Premier 2016 con il Leicester, una squadra neopromossa l’anno prima e giunta 14a, contro le potenze inglesi e contro allenatori come Wenger, Mourinho, Hiddink, Klopp, Van Gaal, Pellegrini, Pochettino e Benitez. Mancava solo Guardiola.

Arrivato qua ad ottobre 2019 ha compiuto una vera impresa ereditando una squadra che con Di Francesco era la peggiore della A, e un ambiente scosso dalla mancata cessione al gruppo Vialli. Una società che era, ed è tuttora in difficoltà, un mercato di gennaio 2020 nullo, arrivando poi allo stop per covid con la vittoria fondamentale contro il Verona. Alla ripresa poi la vera impresa con il mese di luglio gestito con sagacia, sapienza ed esperienza. Ricordiamo tutti il 2-1 a Lecce in una partita che se persa avrebbe spalancato le porte della B, era solo 1 punto il gap con i salentini. Una squadra che si salvò con merito e tutto va ascritto proprio al mister. Certo ci fu la macchia del derby perso, per un banale errore di Bereszynski, un derby indirizzato sul pareggio e disputato tre giorni dopo la vittoria salvezza. Un derby perso dopo la vittoria in quello del dicembre 2019, l’ultimo con il pubblico, non dimentichiamo nemmeno questo.

Veniamo a questa stagione dove i problemi societari sono rimasti, la squadra sicuramente è migliorata ma soprattutto in esperienza e scommesse. La difesa è rimasta la stessa che l’anno scorso è stata un grosso limite senza alternative sui terzini. E’ cresciuto Audero e la scommessa Augello, su cui Ranieri ha puntato al posto di Murru, è stata vinta. Ferrari è rientrato dall’ennesimo lungo infortunio, Tonelli ne veniva da un’annata con pochissime presenze e tanti infortuni, Yoshida era appena arrivato e Colley è sempre il solito Colley. Il centrocampo abbiamo già detto che ha puntato sulla scommessa Silva, inseguito da Ranieri, e Damsgaard dove lo stesso Candreva ultratrentenne andava calato nel progetto Samp rispetto all’Inter, ma è arrivato per volere di Ranieri. Davanti idem come detto, scommessa Keita e per la 1a volta reparto al completo alla giornata 28. Quattro mesi in pratica con il solo Quagliarella davanti. A parte Dam, nessun giovane di prospetto in questo senso. Di certo rosa esperta con giocatori affermati arrivati per Ranieri ma nulla di futuribile. Contesto societario sempre precario e purtroppo non dimentichiamolo, senza pubblico, cosa che ha pesato specie nei derby, 1 vinto su 5, l’unico col pubblico, non dimentichiamolo, 2 pareggiati e 2 persi, 1 su errore individuale, l’unico in campionato, e uno dominato fino al black out di metà secondo tempo, ma comunque un derby di Coppa.

Giungiamo alla fine lasciando ai nostri lettori il giudizio finale. Noi vi abbiamo riportato i fatti oggettivi che non possono non essere considerati quando si fa una analisi su questa rosa e su questo allenatore. Bisogna infine fare anche i paragoni sia societari che di rosa con altre squadre con le quali si fa un confronto. Il Sassuolo che ha una società solidissima e lo stadio di proprietà e che fa tanti investimenti sui giovani e ha in rosa tantissimi prospetti e un reparto offensivo da zona Europa, con un centrocampista completo come Locatelli, Squadra che è a 39 anche grazie a 3 pareggi acciuffati al 95°. Pensiamo a risultati al 90° e vediamo che la Samp, questa Samp di Ranieri sarebbe già davanti ai neroverdi, senza considerare lo scontro diretto che vide i blucerchiati offrire una prova convincente e perdere. Sassuolo che nel ritorno ha fatto 9 punti come la Samp. Pensiamo al Verona, battuto 2-1 a domicilio, del miracolo Juric, 38 punti, 2 regalati dal giudice sportivo, altra società solidissima ma che nel ritorno ha perso 5 partite su 9, 2 sole vittorie. Pensiamo poi a tutte le squadre dietro la Samp, tutte con organici di valore assoluto e società molto più solide. la Fiorentina di Commisso di certo rosa non inferiore alla Samp, eppure dietro di 6 punti e 2 volte sconfitta. Pensiamo al Cagliari e al Torino, come la viola, due rose e due società solide da parte sinistra della classifica. Pensiamo alle due emiliane americane Bologna e Parma, società ricche con la 2a che rischia la B dopo aver investito cifre folli anche a gennaio e con tanti giovani di talento.

Pensiamo a non dare nulla di scontato in questo momento così come non diamo per scontati i 35 punti e la parte sinistra della classifica. Siamo a +9 rispetto alla scorsa sragione che nelle ultime 10 vide una Samp da 16 punti a partire da Lecce-Samp 1-2 che portò il Doria da 26 a 42. Ci auspichiamo che la Samp continui ad avere degli obiettivi e fare bene negli ultimi 2 mesi anche se ovviamente non ci sarà la stessa fame da acqua alla gola che si era vista da luglio in avanti in quel mese incredibile, perché salvarsi ti mette le ali ai piedi se hai il giusto allenatore. Speriamo nella motivazione della parte sinistra, dell’arrivare anche ottavi, non impossibile ma straordinario per una squadra col monte ingaggi tra i più bassi della A. Ma non diamo nulla per scontato, nemmeno arrivare davanti ai cugini che resta un obiettivo ancora da raggiungere.

Abbiamo volutamente tralasciato l’argomento del bel calcio o del gioco propositivo che è giudizio troppo soggettivo per essere analizzato. Cos’è per voi? Cosa intendiamo per bel calcio? L’azione del gol contro il Toro è bel calcio. O il possesso dal basso, o il tiki taka o la riconquista del pallone, il contropiede o le transizioni immediate frutto di verticalizzazioni efficaci. O ancora il gioco sulle fasce? Il dominio sull’avversario o l’equilibrio tra i reparti? il Sistema di gioco col trequartista e le due punte, la linea a 3 o a 4. Ci mettiamo tutto. Analizzate tutto.

Lasciamo ai nostri lettori il giudizio, se dopo tutto quello che vi abbiamo presentato, Ranieri meriti il rinnovo in virtù di quello che ha raccolto o debba essere sacrificato sull’altare del bel gioco. A voi l’ardua sentenza, ma non diamo nulla per scontato finché avremo queste incertezze, squadre come Torino, Cagliari e Parma lo hanno fatto e ora rischiano la B.

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