Samp, vietato distrarsi, la strada è lunga

Samp, vietato distrarsi, la strada è lunga

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Chi si accontenta gode… e perderà… e allora vinci, vinci Sampdoria, la strada è luuunngaaa! Recita così un coro della Sud, dei tifosi blucerchiati che, ad un anno di distanza dal divieto di assistere alle partite allo stadio in piena pandemia, non fa altro che acuire la malinconia e l’impossibilità di essere vicini alla propria squadra. Ed è proprio nel derby che questo silenzio diventa assordante e fa rumore.

Riavvolgendo, infatti, le ultime quattro settimane a tinte blucerchiate, è proprio questo che manca. La scintilla! Il Doria targato Ranieri è pratico, concreto, cerca di ottenere il massimo ma non entusiasma, non trascina, se non in alcune partite. Certo, è una squadra compatta, una squadra che non ha mai preso imbarcate e che è sempre stata aggrappata alle partite ma chissà se avesse potuto fare qualcosa in più. O forse no?

Proprio il Derby ci ha detto che questa è una squadra che non si accende, con certamente una buona qualità ma con giocatori in fase centrale o calante di carriera. Da un lato la mancanza della freschezza di Damsgaard che è l’unico giocatore di grande prospettiva, dall’altro l’assenza di giocatori che danno la scossa come Torregrossa. Da contraltare il rendimento, sulla sufficienza, dei senatori che dovrebbero fare la differenza. Da Quagliarella, 38enne comunque sempre capocannoniere, non si può chiedere di più, ad un Keita che non incide nelle partite che contano e che non si sta dimostrando attaccante da doppia cifra, a parte una stagione alla Lazio, infatti sempre sotto le 9 segnature. Fino a Candreva che quando mantiene la lucidità regala gol e assist ma che palesa anche poca applicazione difensiva, fino a Ramirez ormai agli sgoccioli della sua avventura blucerchiata. Se questi quattro non trascinano la Samp soffre. Senza poi dimenticarsi Gabbiadini, il cui campionato inizia ora.

In più c’è Ranieri che fa discutere per il suo calcio. Da un lato chi lo difende per carisma, stile e leadership e in questo momento di difficoltà societaria sembra l’unico in grado di portare serenità con la sua esperienza e saggezza. Dall’altro chi lo critica vorrebbe vedere un calcio più propositivo. Il mister ci prova a dire il vero. Si è addirittura spinto fino alla difesa a 3, ma questa squadra è strutturata per fare il 4-4-2 e si vede che si snatura non applicando questo sistema, oppure il 4-4-1-1. Ranieri comunque ha provato anche i 3 a centrocampo, il trequartista e le due punte. Insomma, ci vorrebbe il giusto equilibrio tra i dogmi del mister e la qualità di alcuni singoli di una rosa che non vale l’Europa, ma nemmeno un anonimato di classifica ed è al momento dove dovrebbe stare.

Dopo il pari di Benevento, il successo con la Fiorentina e i due ko immeritati con Lazio (rigore netto non dato) e Atalanta; il Derby (10 anni imbattuti in trasferta) è stato un brodino con cui ripartire. Cagliari, Bologna e Torino ci diranno tanto sul finale di stagione che andremo ad affrontare. Coraggio Sampdoria, vietato distrarsi, la strada è lunga!

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