Quagliarella, il ragazzino che non voleva smettere di sognare…

Quagliarella, il ragazzino che non voleva smettere di sognare…

- in Mondo Samp
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“Noi veniamo rapiti dalla bellezza di un fiore o dal silenzio di un bosco, e non ci rendiamo conto che dietro quel fiore e quel bosco c’è sempre una lotta per la vita.”

È con questa famosa frase di Giacomo Leopardi che parte dai nostri cuori l’elogio per Fabio Quagliarella.

Un elogio per Fabio l’uomo, per Fabio il professionista dentro e fuori dal campo, per Fabio che lotta per i nostri splendidi colori, per quello che ha fatto, per quello che fa e per quello che farà, è la speranza di tutti e soprattutto l’augurio.

L’età alla fine è solo un numero anagrafico che sul campo nemmeno mette piede, perché il nostro Quagliarella è l’esempio vivente e tangibile che il sacrificio e la forza di volontà ti possono portare ovunque.

Fabio Quagliarella, dopo la rete al Sassuolo, è salito a 171 reti, confermandosi il miglior marcatore della Serie A ancora in attività.

Nella classifica “all time” il nostro bomber si conferma al 15° posto, a 3 reti da Amadei

Quagliarella ha segnato 171 reti in Serie A con 6 squadre differenti: Ascoli (3 gol), Sampdoria (91), Udinese (25), Napoli (11), Juventus (23) e Torino (18).

Beh questi se si guardano sono solo numeri messi qui di un ragazzino di quasi 38 anni, e che non vuole smettere di sognare, che dietro ha una storia fatta di un mix vitale di gioie, dolori, paure, dubbi, incertezze.

In campo non vanno automi lo abbiamo sempre sostenuto, in quel prato verde, metafora della vita, scendono persone che a volte non riescono a non portarsi sulle spalle i problemi e le ansie della vita, è il peso da sostenere è doppio.

Eppure in questi anni, soprattutto gli ultimi con la nostra maglia, il buon Fabio ha lottato contro la sua più grande paura e lo ha fatto alla grande. 

Nessuno di noi se ne realmente accorto però in verità di quante sofferenze stava vivendo il numero 27, perché i più erano intenti a omaggiarlo per le prodezze o mugugnare per gli errori. 

Eppure il buon Fabio ha combattuto in prima linea senza mollare mai di un millimetro e, una volta superato il problema più grande, è come se avesse bevuto l’elisir dell’eterna giovinezza.

A quasi 38 anni ci delizia ancora della sua umanità, professionalità, e soprattutto numeri strabilianti sul campo.

Ora più che mai merita il rinnovo che di per sé siamo sicuri per magia diminuirà ancora la sua età e noi saremo lì pronti a vederlo correre in campo come quel ragazzino che abbiamo conosciuto e che non vuole smettere di sognare.

L’augurio che tutti noi facciamo è proprio quello di lottare ancora più a lungo con la stessa forza che lo ha contraddistinto e soprattutto di non mollare mai.

Ma siamo sicuri che Fabio, come Peter Pan, non ci deluderà come non l’ha mai fatto in questi anni anche perché, come scriveva Henry Ford: “Chiunque smetta di imparare è vecchio, che abbia 20 o 80 anni. Chiunque continua ad imparare resta giovane. La più grande cosa nella vita è mantenere la propria mente giovane.”

Paolo Bardetta

 

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