” Chi ha tempo non aspetti tempo”.
Un proverbio sempre attuale, una massima che in un certo senso fa riflettere, pensare a quanto a volte la mancanza di coraggio, di voglia, paura, o una volontà di cogliere una strada più facile, ci possano far perdere quella porzione di tempo che ormai non torna indietro.
Ma il nocciolo della questione è che sono tutti bravi a dare sentenze con il senno di poi, ma se si sono assunte determinate scelte ci sarà stato un motivo ben preciso: come ad esempio la volontà del giocatore.
È ovvio che con i se e con i ma non si fa la storia ma è giusto e doveroso avere rispetto per il lavoro e per le scelte altrui altrimenti saremmo tutti ingegneri, allenatori, giocatori e così via.
Manolo è praticamente indisponibile da agosto, senza contare i minuti con il Benevento e con il Milan, alle prese con il fastidio al basso ventre che lo ha bloccato e tenuto fuori dal campo per ben quattro mesi.
Un tempo immenso per un giocatore di calcio e per una società che all’interrogativo “Shakespeariano” “mi opero o non mi opero questo è il problema” hanno scelto la via dell’attesa terapeutica e non necessariamente del trattamento invasivo dell’operazione.
Anche perché la chirurgia non sempre rappresenta la strada più giusta e sicura.
L’importante adesso è riabbracciare Manolo e tornare a vederlo segnare per la nostra Sampdoria.
Quindi Caro Manolo torna presto e prenditi tutto il tempo necessario per tornare a stare finalmente bene ed essere l’attaccante ché tutti conosciamo , perché, come diceva Seneca “l’unica cosa che ci appartiene è il tempo”.
Paolo Bardetta

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