A completare il quadro della domenica calcistica, arriverà alle 20.45 a Marassi il match tra la squadra di Ranieri e il Milan di Pioli, di ritorno in panchina in campionato dopo la positività al Covid-19.
Curiosamente la sfida tra le due squadre, ma a San Siro, il 6 gennaio 2020, segnò il ritorno dell’uragano Ibra nella nostra serie A. Allora la squadra blucerchiata seppe imbrigliare il Milan e anzi sfiorò più volte il colpaccio esterno con Gabbiadini.
Per molteplici motivi si trattava di altro calcio, quel giorno a San Siro c’erano oltre 50mila persone, la squadra di Pioli era reduce dall’umiliante 5-0 di Bergamo contro l’Atalanta, e Ibrahimovic provò ad invertire la rotta solo negli ultimi scampoli di match sostituendo Piatek.
Oggi invece ci ritroveremo in un Marassi deserto, per i noti motivi, e con un Milan profondamente diverso, per schema tattico, uomini, stato di forma, atteggiamento e convinzione, da quasi un decennio non assaporava più il dolce gusto della vetta in solitaria; ma sarebbe riduttivo ricondurre questo ad un semplice nome, seppur altisonante come quello del bomber Svedese.
La compagine Rossonera in questo momento, può definirsi Squadra con la S maiuscola, che trascende i singoli e trova soddisfazione nel collettivo, sia come spirito di gruppo che come movimenti in campo e soluzioni dalla panchina a gara in corsa.
Soluzioni che per questa sera saranno un po’ risicate, viste le molteplici assenze nei vari reparti: Kjaer in difesa (altro artefice dei recenti risultati milanisti), Bennacer fuori a causa di recenti problemi fisici, con Tonali al suo posto, mentre nel reparto avanzato le defezioni di Ibrahimovic e Leao lasceranno il peso dell’attacco su Ante Rebic, ancora a secco nella stagione 20/21.
Su queste assenze la Samp potrebbe costruire un buon tesoretto di fiducia e di intraprendenza per far male alla Capolista, sicuramente la coppia Gabbia-Romagnoli non costituisce la miglior soluzione in termini di reparto arretrato per l’undici di Pioli, ed il peso offensivo è sicuramente diverso con Rebic prima punta, attenzione però al nuovo folletto norvegese Hauge (in ballottaggio con Brahim Diaz per un posto sulla trequarti dal primo minuto) che già a Napoli e recentemente in Europa League con il Celtic ha sorpreso con colpi non banali, frutto di rapidità, imprevedibilità della giocata ed estro che simboleggiano un po’ il Milan attuale, sicuramente l’under dog ma capace di sorprendere e divertire.
Con la collaborazione di Davide Tranchida, Radio Rossonera
Facebook Comments