“Oh, amico, non calarti il cappello sulla fronte! Sfoga con parole il tuo dolore: un dolore che non parla si rivolge contro il cuore troppo oppresso e lo spezza.”
Scriveva cosi il grandissimo William Shakespeare quando affrontava il tema dello sfogarsi senza tenersi tutto dentro.
Una frase che casca a pennello con lo sfogo Social di Tonelli dopo il pareggio di ieri 2-2 contro il Torino.
Attraverso il suo profilo Instagram ecco le parole del difensore Blucerchiato: “Sbaglia chi prova, sbaglia chi si mette in gioco, sbaglia chi rischia e non si accontenta; molti sbagliano. Ognuno di noi sbaglia, ha sbagliato e sbaglierà. Nessun alibi. Ma a prescindere dagli errori quello che conta è dare il massimo, onorare la propria causa. Invece siamo tutti più propensi a criticare a trovare un colpevole, pochi sanno sostenere senza addossare colpe. Di qualsiasi cosa si parli…
#forzasamp🔵⚪️🔴⚫️⚪️🔵 #life”.
Un messaggio, uno sfogo abbastanza insolito visto il carattere abbastanza pacato dell’ex Napoli che per molti potrebbe anche sembrare polemico ma, per quanto possiamo sostenere, ricordiamoci che in campo non vanno automi o macchine.
In campo scendono uomini con i loro dubbi, le loro ansie, perplessità, paure.
Certo molti potrebbero dire: si ma prendono un sacco di soldi e si lamentano?
Non è questo, anche perché potremmo continuare all’infinito facendo altri paragoni della serie: “quanti funzionari prendono un sacco di soldi eppure ti fanno aspettare ore e ore per non dire mesi su pratiche semplici? oppure quanto politici paghiamo con le nostre tasse e la musica non cambia mai?…Ovviamente non voglio essere polemico ma solo per fare degli esempi per far capire che ognuno di noi sarebbe in grado di parlare.
Parole senza dubbio forti di Tonelli che comunque con quel “Forza Samp” finale fa capire il suo senso di appartenenza.
In ogni caso Tonelli ci ha messo la faccia cosi come i tifosi. Altro non è che il gioco delle parti, un botta e risposta pacifico che deve solo far bene alla Sampdoria, è l’unica cosa che importa, perchè come diceva il grande Marco Aurelio: “Ciò che non giova all’alveare, non giova neppure all’ape.”
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