Novembre se ne è andato portando in dote più nubi che sole, più incertezze che passi avanti, anzi quasi uno indietro.
La Samp veniva da un ottobre dal sapore europeo dopo le brillanti vittorie con Fiorentina, Lazio e Atalanta e aveva un abbrivio importante che avrebbe potuto regalarle un altro mese da protagonista. Invece, prima un derby scialbo, un pari che doveva essere qualcosa di più con una prestazione ferma al palo di Keita dopo l’illusione Jankto. Proprio lo stesso attaccante senegalese, ciliegina sulla torta del mercato, si infortuna nella settimana pre Cagliari e chissà per quanto ne avrà. Da quel momento si è spenta la luce. Prima una prova opaca nella solita, amara e maledetta, trasferta sarda, avara di soddisfazioni da più di un decennio e macchiata dal rosso di Augello e dal rigore di Tonelli.
Poi la prova a due volti col Bologna. Dove la Samp partiva bene col gol di Thorsby, ma che complice un pasticcio clamoroso di Regini sul pari e una disattenzione collettiva sull’1-2, vedeva il Doria incapace di reagire alle avanzate felsinee nella ripresa. In più ci aggiungiamo un Ranieri incapace di dar la svolta con cambi troppo tardivi, ed ecco che maturava inopinatamente il secondo ko di fila.
Ma questo non era niente in confronto all’ennesimo derby buttato. Il terzo in quattro mesi. Una Samp di coppa che nel primo tempo dominava i rivali cittadini andando al riposo solo per 1-0. Poi nella ripresa il crollo improvviso con 3 reti incredibili in pochi minuti e una sensazione di incompiutezza. Anche qui cambi tardivi di Ranieri. Un risultato incredibile se si pensa che la Samp da ottobre 2013 a giugno 2020 aveva perso un solo derby in quasi 7 anni, per poi perderne 2 in 4 mesi. Un derby di coppa che comunque ha lasciato strascichi
Così la Samp a Torino è andata timorosa e fin troppo guardinga nei confronti di una squadra in netta crisi. Un primo tempo da incubo che ha fatto da contraltare ad una ripresa completamente diversa iniziata con 4 cambi di Ranieri che hanno svegliato una squadra sopita. Peccato poi la rimonta finale granata che ha vanificato il primo sigillo blucerchiato di Candreva e la 5a perla di capitan Quagliarella, ma almeno ci sono stati segnali di ripresa.
Ed ora viene dicembre. Un mese per capire che Samp sarà, un Doria che al momento non è nè carne, nè pesce. Una squadra incompiuta alla ricerca della sua identità tra la qualità che ha e l’equilibrio che non trova. Tocca a Ranieri trovare la strada: Milan, Napoli, Verona e Sassuolo incombono, col Crotone di mezzo per arrivare al Natale e che capire dove saremo.
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