Come accade spesso nelle ultime partite, anche questa volta la Sampdoria si complica la vita, si fa male da sola e cade nel secondo tempo sotto i colpi di un Genoa che sino al 60′ della partita non aveva ancora fatto un tiro in porta.
Non è la legge del calcio, non è una giustificazione.
Se giochi e rischi puoi vincere e perdere. Ma se non giochi tutte le squadre contro di te diventano delle Big.
La Sampdoria dice addio alla Tim Cup e ottiene una sconfitta che fa male per come è maturata.
Dopo un primo tempo di assoluto controllo con il punteggio di 1-0 che stava anche parecchio stretto, nel secondo tempo i soliti errori di distrazione e eccessivo rilassamento complicano una partita che si doveva solo vincere visto un Genoa mai presente in partita e rivitalizzato solo dai nostri errori.
Troppo tardi i cambi effettuati da Ranieri e qui il Mister darà spiegazioni sicuramente anche perchè negli ultimi dieci minuti il Genoa, attaccato, pressato e sotto torchio era già sceso nuovamente sulla terra dopo essere stato da noi innalzato a Big.
MARCATORI: 18′ Verre, 60′ 72′ Scamacca, 68′ Lerager.
SAMPDORIA (4-5-1): Audero; Bereszynski, Yoshida, Tonelli (86′ Candreva), Augello; Leris (73′ Damsgaard), Adrien Silva (77′ Ekdal), Thorsby, Verre, Jankto; La Gumina (86′ Gabbiadini). A disposizione: Letica, Ravaglia, Rocha, Ramirez, Askildsen, Regini, Ferrari, Candreva, Prelec. Allenatore: Ranieri.
GENOA (3-5-2): Marchetti; Goldaniga, Zapata, Bani (78′ Masiello); Ghiglione, Sturaro (65′ Lerager), Rovella (46′ Badelj), Zajc (46′ Melegoni), Pellegrini; Shomurodov (85′ Pjaca), Scamacca. A disposizione: Paleari, Zima, Pandev, Radovanovic, Destro, Parigini. Allenatore: Maran.
ARBITRO: Fourneau di Roma 1. Assistenti: Valeriani di Ravenna e Cecconi di Empoli. Quarto uomo: Calvarese di Teramo.
AMMONITI: Zapata, Adrien Silva, Yoshida, Sturaro, Leris, Pellegrini, Ghiglione.
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