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Il Pazzo appende gli scarpini al chiodo. La sua lettera d’addio al Calcio

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Il Pazzo, Pazzini, dà l’addio al calcio e un pezzo di quella Samp che nel 2009-10 ci ha fatto sognare, dice basta.

Acquistato il 14/01/2009 dalla Fiorentina, ceduto, non senza polemiche, il 27/01/2011 all’Inter: una stagione intera e due mezze stagioni. L’esordio il 18/01/2009 nella sconfitta interna contro il Palermo.

Ha collezionato 87 presenze totali (23, 39, 25 ogni stagione), segnando 48 reti (15, 21, 12 per stagione). Le presenze si dividono in 75 in Serie A con 36 gol, 7 in Coppa Italia con 7 gol, 2 partite in Champions con 3 reti, 3 partite in Europa League con 2 gol.

Nella stagione 2009/10 è stato il terzo marcarore della Serie A, è stato in tutte e tre le stagioni il capocannoniere della squadra. Ha battuto 10 rigori segnandoli tutti. Ha segnato 5 doppiette e una tripletta (contro il Lecce). È stato ammonito 9 volte ed espulso una volta a Milano contro l’Inter.

Da ex ha incontrato la Samp 1 volta con la maglia dell’Inter, 3 volte con quella del Milan e 3 volte con quella del Verona, ma non ha segnato gol da ex Samp.

Ha giocato 14 partite in Nazionale come giocatore blucerchiato, segnando una rete all’esordio assoluto contro il Montenegro.

Questo è il Pazzini in numeri, indelebile lo spettacolo offerto in coppia con Cassano, la cavalcata verso la Champions, ma anche la rete in finale di Coppa Italia al primo anno e i gol nelle maledette sfide contro il Werder nel 2010.

Pazzini ha così voluto dare il commiato al suo mondo: “Ciao CALCIO, sono passati più di 30 anni da quando ci siamo conosciuti…
Ero un bambino la prima volta che ho stretto un pallone tra le mani e da allora è diventato per me come un “amico inseparabile”.
Ero un ragazzino come tanti, con una vita davanti e mille sogni nel cassetto che sperava di diventare un giorno un calciatore di serie A. Guardavo i grandi campioni in tv e con loro sognavo la maglia azzurra della nazionale, la magia degli stadi pieni di tifosi e la Champions League; ma mai avrei pensato che un giorno tutto ciò diventasse realtà e che grazie a te potessi vivere così tante emozioni. Quel bambino pian piano si è fatto grande e grazie a te ha realizzato uno ad uno tutti i suoi sogni e sai cosa ti dico: “È stato tutto pure più bello di come me l’immaginavo!”
Adesso però siamo arrivati alla nostra resa dei conti ed è giunto il momento di lasciarti riposare, penso sia giusto così. Avrei potuto continuare per vivere ancora un po’ quelle sensazioni ed emozioni che solo tu sai darmi ,forse sì; il bambino che è in me avrebbe voluto continuare a farlo, ma l’uomo mi dice che è arrivato il momento di salutarci anche perché so già che tutto ciò mi mancherà anche tra 20, 30, 40 anni, perció: Grazie di tutto! È stato un viaggio PAZZesco!”

 

con la collaborazione di Davide De Ferrari

 

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Corrado Franco

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