Ranieri: “Ogni Derby fa storia a sé. Se siamo umili facciamo cose buone”

Ranieri: “Ogni Derby fa storia a sé. Se siamo umili facciamo cose buone”

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Alla vigilia del Derby di domenica sera contro il Genoa, Claudio Ranieri ha parlato in una lunga intervista rilasciata ai taccuini dell’edizione odierna de La Gazzetta dello sport.

Queste le parole del tecnico Blucerchiato sull’aver alzato l’asticella: “Nient’affatto. Io ho sempre sostenuto un concetto: ogni derby
fa storia a se. Non conta chi sta più in alto o più in basso in classifica, se si gioca in Serie A, in B o in C. Questo è il bello: si va in campo e si lotta, in palio c’è la supremazia cittadina. L’obiettivo del Genoa, ma pure il nostro. Loro hanno vinto l’ultimo tirando due volte in porta, ma le occasioni migliori erano state le nostre”.

Quanto conta l’umiltà: “Perche se siamo umili e determinati facciamo buone cose. E poi io non cambio i miei obiettivi. Ribadisco: prima facciamo i punti-salvezza e meglio è. Credetemi, so quanto sia infida la Serie A. I tifosi agiscano come vogliono, è giusto che sognino, ma poi in campo andiamo noi. Quindi, piedi per terra. Ho visto il Genoa, ha buone idee, sa come deve giocare, servirà attenzione. Mi aspetto un avversario che sa far girare bene palla e come deve comportarsi in ogni evenienza. Penso ad una gara diversa da quelle passate, anche
se ci è già capitato di avere di fronte una squadra con il 3-5-2.”

Il Genoa paga le assenze per Covid: “Cerca di recuperare giocatori importanti, non avrà tutti a disposizione, o almeno non al cento per cento, ma ormai dobbiamo fare i conti con tale situazione. So soltanto che ci sarà grande determinazione in campo.”

Secondo Derby senza tifosi: “Mi sono già espresso su questo, sembra quasi un non calcio
senza la gente sugli spalti. Anche se, ormai, ci stiamo abituando. Così com’è oggi, però, è
una stracittadina solo sulla carta. Il derby è passione”.

Cosa potrebbe significare un successo nel Derby: “Un successo in questa sfida
può valere quasi più di una stagione intera. Oggi, però, il massimo a cui possono aspirare Sampdoria e Genoa è una salvezza comoda e, appunto, la conquista della stracittadina. Aspettando, magari, tempi in cui si giocheranno derby importanti per una classifica importante. Così, invece, sarà un incontro asettico”.

Su Candreva: “S’è appena ripreso. Penso che
verrà in panchina, non lo voglio rischiare.”

Cosa significa il Derby: “Qui si respira un’aria di sacralità, c’è un’euforia di fondo mai vista. Considero questa partita fra i primi derby in assoluto vissuti in carriera. Ecco perché dentro di me c’è un sentimento simile alla delusione, pur comprendendo bene le decisioni del
governo in un momento così particolare della nostra vita. Accettiamo il derby senza la nostra gente, con la speranza al ritorno di trovare uno stadio pieno.”

Su Damsgaard: “Crediamo in questo ragazzo,
pagato in periodo pre Covid-19 una cifra importante. Forse non ci aspettavamo questa sua sfacciataggine in campo.”

E su Maradona: “Lui è stato un extraterrestre. ArrivaiaNapoli (1991, n.d.r.) quando lui era appena andato via. Lo chiamai due o tre volte
con Ferrara, cercando di convincerlo a tornare, ma ormai aveva deciso.Ma fu lui(aZurigo,
2017, n.d.r.) a premiarmi con il titolo di miglior allenatore al mondo per il successo in Premier con il Leicester”.

Fonte “La Gazzetta dello Sport”

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