Nella bella quanto pesantissima vittoria del Franchi, la Sampdoria è scesa in campo senza dubbio con un atteggiamento molto diverso – più attenta, più brillante, più determinata – rispetto alle prime due uscite. Ma anche con un mutato assetto tattico, che potrebbe magari rappresentare una svolta duratura rispetto al 4-4-2 che ha fin qui caratterizzato l’esperienza di mister Ranieri sulla panchina blucerchiata.
Venerdì sera, infatti, Sir Claudio ha optato per un 4-2-3-1 con il quale i suoi ragazzi – dopo un avvio di chiara marca viola – si sono ben disimpegnati. Rischiando relativamente poco davanti a una squadra di talento, seppur priva di Ribery, e costruendo numerose situazioni pericolose (8 tiri in porta contro i 5 dei padroni di casa) che hanno certificato una vittoria meritata anche nei numeri.

Il nuovo assetto è stato dettato, in parte, certamente dalla situazione contingente: con Depaoli appena ceduto all’Atalanta e l’assenza dai convocati di Colley, Vieira e Jankto per ragioni di mercato, la rosa a disposizione non garantiva sufficiente varietà, soprattutto sugli esterni, per essere disposta con il canonico 4-4-2. Ma il sistema di gioco visto a Firenze potrebbe in effetti sposarsi al meglio con le caratteristiche della rosa anche nel prosieguo della stagione. Andiamo con ordine.
La linea difensiva a quattro non si discute, essendo un cardine della storia da allenatore di Claudio Ranieri: con il destino di Colley ancora da scrivere nelle ultime ore del mercato, Tonelli e Yoshida dovrebbero formare la coppia di centrali titolari. Con Alex Ferrari pronto a riprendersi lo spazio che il grave infortunio al ginocchio gli ha negato, e l’eventuale sostituto del gambiano che potrebbe sparigliare le carte. Sugli esterni, al momento non c’è concorrenza per Bereszyński e Augello, con il solo Regini – preciso e attento nei pochi minuti disputati a Firenze – come possibile backup dei due titolari. Ma anche in questo caso sono attese novità dal mercato, visti il possibile arrivo di Ferrer – terzino destro – dallo Spezia e l’interessamento per Asamoah dell’Inter.

L’utilizzo di Ekdal e Thorsby nei due mediani davanti alla difesa ne ha esaltato le peculiarità. Con meno compiti di impostazione – la rifinitura viene infatti deputata agli uomini più avanzati – i due centrocampisti hanno potuto dedicarsi con maggiore efficacia a portare pressione e a contrastare i portatori di palla avversari, anche in zone di campo piuttosto avanzate. Non è un caso che dei 33 contrasti tentati dalla Sampdoria, 23 dei quali completati, ben 10 (di cui 7 riusciti) siano da imputare al duo scandinavo.
La soluzione potrebbe perciò trovare continuità anche dopo l’arrivo di Adrien Silva che, come affermato dello stesso Ranieri, è un calciatore capace di unire con efficacia fase difensiva e offensiva. Il lusitano – che ha disputato l’ultima partita ufficiale nello scorso febbraio nelle file del Monaco, e avrà perciò bisogno di tempo per ritrovare la condizione – conosce certamente questo tipo di ruolo, avendo agito in una coppia di mediani in svariate occasioni nelle sue esperienze al Leicester, nel Monaco e con la maglia della nazionale portoghese. Askildsen, su cui Ranieri sembra puntare con convinzione, e Palumbo – visto in azione proprio nei minuti finali a Firenze – sono le ulteriori alternative. Senza dimenticare poi Jankto, al momento a tutti gli effetti ancora un giocatore blucerchiato: il ceco sarebbe in questo sistema il giocatore forse più difficile cui trovare una collocazione, ma in carriera ha dimostrato una notevole duttilità.
La linea dei trequartisti è però quella che solletica maggiormente la fantasia, potendo contare su uomini che sembrano decisamente adatti a un assetto tattico come il 4-2-3-1. Le novità sono ovviamente rappresentate da Antonio Candreva e Keita Balde, perfetti per occupare le posizioni sul centro-destra e centro-sinistra, rispettivamente. Nel classico gioco dei doppioni per ogni ruolo, le più logiche alternative sarebbero così rappresentate da Gabbiadini – schierato a destra a piede invertito come visto spesso nella sua esperienza bolognese – e dal giovanissimo Damsgaard, con Leris e ancora Askildsen pronti a ritagliarsi spazio nel corso della stagione. Al centro sembrerebbe a questo punto un vero delitto dover salutare Ramírez, la cui partenza in direzione Torino è comunque lontana dall’essere definita. Sebbene Verre, al di là del gol fantascientifico rifilato a Drągowski, possa offrire ampie garanzie in una posizione a lui certo più consona rispetto a quella di centrale di centrocampo in un 4-4-2.

Davanti la classe e l’esperienza del Capitano sono tali da consentirgli di agire come riferimento unico. Anzi, come ha dimostrato proprio la partita di Firenze, avere tre compagni più vicini in zona offensiva potrebbe esaltarne le qualità nell’ultimo passaggio, andando a favorire le incursioni di Keita e Candreva. Bonazzoli rappresenterebbe poi, con il suo dinamismo, l’alternativa – a gara in corso o quando la forza dell’avversario impone un atteggiamento più accorto – capace di allungare le difese o coprire porzioni maggiori di campo aperto.
Il 4-2-3-1 sembra quindi avere le carte in regola per essere riproposto con una certa continuità, e chissà che davvero Ranieri non abbia trovato un altro modo di stupire dopo la magnifica salvezza della scorsa stagione: con il termine del mercato e dopo la pausa per le Nazionali, avremo una prima risposta. Vi convincerebbe?
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