Si torna a casa, ma non sarà la stessa cosa

Si torna a casa, ma non sarà la stessa cosa

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“Si ritorna a casa , riapertura parziale del Luigi Ferraris dopo 7 mesi”. Proprio così. L’ultima volta che la Samp ha sentito i suoi tifosi è stato a metà febbraio con la Fiorentina.

Anche a Genova è stata approvata la riapertura parziale dello stadio, difatti sarà proprio il match di questa sera tra Sampdoria e Benevento a dare il via ad un percorso che speriamo ci porti via via alla normalità.

Purtroppo tale ritorno non sarà per tutti i tifosi innamorati dei colori blucerchiati, ma, per motivi di sicurezza, potranno accedere allo stadio solo 1.000 persone.

Questa decisione, sebbene necessaria per rispettare il protocollo di sicurezza attuale previsto, non è stata apprezzata e condivisa dai gruppi della tifoseria organizzata che sostengono la tesi del “o tutti, o nessuno”.

E sono proprio i gruppi organizzati che si sono ritrovati ieri sera in Via del Piano per una adunata dove, ancora una volta, hanno dimostrato il loro amore per i nostri colori, la vera anima, il cuore pulsante della nostra tifoseria, quei gruppi che amano la Sampdoria e che vorrebbero sostenerla da vicino e non davanti lo schermo del televisore.

Purtroppo però ora l’unica soluzione è questa, ed è stata presa in via sperimentale, se questa apertura, unita alle altre, non comporterà un visibile aumento della diffusione del Covid 19 forse sarà estesa, in caso contrario le porte del Ferraris torneranno a chiudersi.

Le modalità di ingresso allo stadio sono state comunicate in modo ben preciso : i cancelli si apriranno alle 15 e ad ogni accesso verrà controllata la temperatura corporea e consegnata l’autocertificazione indispensabile per l’ingresso allo stadio.
Sarà obbligatorio indossare la mascherina per tutta la durata dell’evento, rispettare i posti assegnati e il distanziamento di tre seggiolini tra un persona e l’altra.
In fase di deflusso sarà necessario aspettare le indicazioni degli steward.

Saranno presenti, come ha comunicato la Società, in 500 tra medici, infermieri ed operatori socio-sanitari dei quattro ospedali genovesi “Galliera”, “Gaslini”, “San Martino” e “Villa Scassi”, sempre pronti ad aiutare. Altri 500 tra ospiti di società, giocatori, sponsor.

Con la speranza che la nostra “casa” presto sia riaperta, sosteniamo la nostra squadra, da vicino e da lontano.

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