“Non nei numeri ma nell’unità sta la nostra grande forza.”
Scriveva cosi Thomas Paine, uno dei Padri Fondatori degli Stati Uniti d’America, quando affrontava il tema legato all’unione e di come esso sia una componente essenziale nella vita e soprattutto nelle scelte che decidiamo di prendere.
Unione un termine che se legato e paragonato al mondo del calcio trova in esso uno “sposalizio perfetto”. L’unione di squadra è ciò che ti porta alla vittoria, al successo.
L’unione di pensiero, l’unione di intenti è ciò che non ti permette di fare passi falsi.
E ancora, ma non per ultimo l’unione, quel filo sottile ma emotivamente perfetto che lega i tifosi ai propri calciatori che scendono in campo.
Senza quella unione essenziale, vitale, senza quel motore, senza la presenza dei tifosi che combattono con te nulla ha senso.
In settimana si è parlato molto di far rientrare i tifosi negli stadi ma ovviamente non tutti, solo una parte e solo in parte. Si tratta si di segnali di ripartenza ed è normale che non si può avere tutto e subito.
A questa notizia però i Gruppi della Sud e Federclubs hanno voluto lanciare però, pacificamente, un messaggio che di per se ha nella base e nella sua concretezza proprio la parola: unità.
“O tutti dentro o nessuno”scritto tra l’altro a caratteri cubitali per far capire ancora una volta che non ci devono essere tifosi di serie a o di serie b, tifosi che possono e quelli che non possono, tifosi che potrebbero o quelli che non potrebbero. I tifosi sono tutti uguali e tutti meritano di assistere a uno spettacolo come quello del calcio, uno sport che crea unione e non divisione.
Questo quanto diramato:
O TUTTI DENTRO O NESSUNO!
Abbiamo sempre considerato il tifo e la partecipazione un elemento essenziale del calcio. È quello che muove i sentimenti e le emozioni. Persone che si incontrano, vivono 90 minuti e oltre vicini, partecipano, urlano, cantano; oppure nei settori piu “moderati” siedono gli uni accanto agli altri scambiandosi opinioni, protestando contro l’arbitro, scattando in piedi e abbracciando il vicino per un gol. Siamo certi che è di questo che parlano tanti protagonisti, a cominciare dall’allenatore della nazionale, quando dicono “senza pubblico non è calcio”.
E allora lo diciamo chiaro:
Ad un metro di distanza, seduti e con la mascherina non è pubblico.Io dentro, tu fuori non è pubblico. Non parteciperemo a questo esperimento. Non aderiremo a guerre fratricide tra Sampdoriani per accaparrarsi il 20% dei biglietti. Abbiamo voglia di tornare allo stadio, tanta, tantissima. Ma non così. Torneremo quando la situazione consentirà la partecipazione di tutti quelli che vogliono esserci. Se il calcio è obbligato a ripartire, nuovamente a tutti i costi, ed i motivi sono ormai ben chiari a tutti, non è affar nostro.
O TUTTI DENTRO O NESSUNO!
I Gruppi della Sud
Federclubs
04/09/2020
Un messaggio dunque abbastanza chiaro e che non merita altri commenti. La posizione è abbastanza chiara “senza pubblico non è calcio” ma tutti meritano e hanno diritto di partecipare, tifare, gioire e vivere di Sampdorianità, se no tutto questo non ha senso.
Perchè alla fine come affermava Paulo Coelho: “L’universo ha senso solo quando abbiamo qualcuno con cui condividere le nostre emozioni.”
Paolo Bardetta
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