Uno dei casi che tiene maggiormente banco in casa Sampdoria è quello legato al futuro di Gaston Ramirez, che sappiamo ha un contratto in scadenza nel prossimo 2021.
La paura dei tifosi ovviamente è quella di ritrovarsi di fronte a un Linetty-Bis e perdere cosi uno dei punti di riferimento dello scacchiere di Ranieri nonché uno tra gli artefici della salvezza della Samp con 7 reti messe a segno e 2 assist.
Ma se volessimo immaginare un’ipotetico pendolo oscillante, per dirla un po alla Schopenhauer, troviamo da un lato la volontà del giocatore di restare e rinnovare(ma alle condizioni “tagliate” della società) e dall’altra un offerta araba dell’Al Shaab, allettante, forse unica per il “futuro calcistico” di Gaston.
Ma facciamo il punto.
L’Uruguaiano, in permesso giustificato, è rientrato nella giornata di ieri al Mugnaini per iniziare anch’esso la preparazione insieme ai suoi compagni.
Come sappiamo il suo contratto è in scadenza nel prossimo 2021, e come già detto dal suo procuratore, Bentancur, sulle possibilità di rinnovo con la Samp: “..è difficile trovarlo, devo essere chiaro“..
Ad’oggi Ramirez guadagna circa 1.3 milioni all’anno e la Sampdoria proporrebbe un prolungamento (si ipotizza biennale) ma a una cifra intorno a 1 milione di euro all’anno, giusto per restare in linea con la politica del taglio stipendi attuata dalla società.
Come detto sempre Ramirez a Genova sta bene, nutre della fiducia di Ranieri e di tutti i tifosi, ma il suo “oscillar decisionale” dipende molto da questo “campanello arabo” che mette appunto sul piatto un quadriennale da tre milioni a stagione.
Ovviamente un’offerta allettante (chi può negarlo) arrivata a questo punto della carriera e che probabilmente potrebbe essere l’ultimo treno per l’uruguaiano che il prossimo 2 dicembre compirà 30 anni.
Ma adesso però la domanda è questa: Se Ramirez rappresenta e ha rappresentato un punto fermo sino adesso, come mai gli approcci per un rinnovo sono arrivati solo adesso?
E qui però interviene un retroscena molto interessante e che rappresenta la chiave di svolta.
Secondo infatti quanto riportato dall’edizione odierna de “Il Secolo XIX”, la Sampdoria avrebbe ben poche colpe sullo stato in cui sembra arenata la trattativa. Difatti il direttore Carlo Osti avrebbe tentato già da marzo, durante il lockdown, e poi a maggio a fine lockdown di rinnovare il contratto a Ramirez fino al 2023 a 1,2 milioni a stagione.
La ragione del rallentamento sembrerebbero legate all’agente del giocatore, Bentancue, che difatto avrebbe preso tempo e rinviato gli incontri alla fine del campionato per trovare, nel frattempo, un’offerta multimilionaria da presentare al tavolo delle trattative per il rinnovo con la Sampdoria.
Ovviamente questa una strategia per convincere la Sampdoria stessa a cedere l’uruguaiano con l’unico beneficio del risparmio sull’ultimo anno di contratto.
Dunque come si suol dire oltre il danno anche la beffa.
Queste ovviamente, usando il condizionale, sono considerazioni che noi poniamo alla vostra attenzione. Adesso, carte alla mano, la situazione o per meglio dire, la “patata bollente” passa nelle mani del giocatore.
Vincerà la sua volontà di restare alla Sampdoria nonostante un ingaggio leggermente più basso? Oppure la mega offerta araba ha più valore del senso di attaccamento e di compartecipazione a un progetto?
Lo scopriremo a breve e vi terremo aggiornati sugli sviluppi di questa estenuante trattativa, perché alla fine come diceva il grande Confucio: “Chiedi a te stesso continuamente, ‘Qual è la miglior cosa da fare?’.”
Paolo Bardetta
Fonte “Il Secolo XIX”

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