Nella rivoluzione consumatasi ieri in seno alla Sampdoria uno dei nomi usciti di scena dal consiglio di amministrazione è quello di Paolo Repetto, medico di medicina generale, già componente del CdA dell’Istituto Giannina Gaslini ed ex consigliere comunale UDC. Lo abbiamo raggiunto per chiedergli un bilancio di questi 17 mesi all’interno del Club blucerchiato.
Da tifoso a membro del consiglio di amministrazione, che esperienza è stata?
“Un percorso umano e professionale estremamente positivo e interessante. Sono sampdoriano da sempre ma non mi era mai capitato di dovermi occupare direttamente delle questioni interne al Club. E’ stato un periodo intenso ma anche difficile, in cui ci si è trovati a dover fronteggiare situazioni complesse soprattutto nell’ultima stagione dopo l’addio di Giampaolo, l’avvio disastroso e il forzato avvicendamento di Di Francesco con Ranieri, senza contare la contestazione dei tifosi in atto ormai da parecchio tempo. A un certo punto mi sono anche sentito tirato in ballo quasi fossi stato io a voler far saltare l’allenatore solo perché in una breve intervista a precisa domanda avevo dichiarato che non mi pareva avesse lo spogliatoio in mano. Quello del calcio è un mondo davvero particolare, su questo non ci sono dubbi.”
Ci può spiegare qual è esattamente il ruolo di un membro del consiglio d’amministrazione di una società calcistica?
“Si tratta di un ruolo meramente di supporto e di controllo, non certo operativo. Non sono i membri del CdA ad assumere decisioni fondamentali, anche perché non sono loro a mettere il capitale.”
Si è sempre detto che lei e Praga foste stati indicati a Ferrero da Edoardo Garrone. La vostra uscita di scena equivale a un definitivo disimpegno da parte dell’ex patron?
“Che l’ingresso in CdA mio e di Adolfo Praga, tra l’altro stimato e affermato commercialista oltre che amico, fosse avvenuto su suggerimento di Edoardo Garrone non è certo un mistero. Ora la proprietà ha deciso di voltare pagina dando un segnale di evidente discontinuità rispetto al recente passato. Del vecchio consiglio è rimasto il solo Paolo Fiorentino. Personalmente sono dispiaciuto anche dell’uscita di scena di Giovanni Invernizzi, che rappresentava il trait d’union ideale tra passato e presente. Posso dire che abbiamo cercato di fare del nostro meglio in un momento non facile per la vita del Club.”
Il nuovo CdA a suo avviso potrebbe essere propedeutico a una cessione della società o resterà davvero in carica per il triennio annunciato?
“Intanto mi consenta di formulare ai nuovi membri i miei più sinceri auguri di buon lavoro. Io ritengo che il Club sia sempre in vendita ma occorre trovare un acquirente in grado di soddisfare le richieste della proprietà e in un momento storico come questo non è facile. Quando sento parlare di cordate o fondi storco sempre un po’ il naso perché poi serve comunque qualcuno che ci metta la faccia oltre che i soldi. Per il momento credo si andrà avanti con l’attuale struttura, poi tutto può succedere. La Roma ad esempio è appena passata di mano da quanto si apprende dai quotidiani.”
E’ vero che i suoi prossimi impegni saranno di nuovo in campo politico?
“Si, posso confermare che parteciperò alle elezioni regionali come candidato nella lista di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.”

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