Per un campionato che sta finendo, ce ne sarà un altro che dovrà cominciare e tutto abilmente in pochissimo tempo.
Se volessimo usare una metafora simpatica e leggera, non si avrà nemmeno il tempo di fare il cambio stagione e dunque saremo costretti a lasciare, nel nostro armadio calcistico, abiti estivi per quelli invernali.
Battuta a parte, la situazione d’emergenza che ha colpito il mondo calcistico, ha stravolto tutto sia in termini cronologici che in termini tecnici e logistici.
Per non parlare, giustamente, di tutti i protocolli in materia di sanità, distanziamento sociale, ma soprattutto senso civico che sono state osservate e rispettate da tutti gli addetti ai lavori per far sì che “il più grande spettacolo” potesse svolgersi in sicurezza.
Dunque sbalzo temporale a parte, in una situazione normale si starebbe già parlando di calciomercato, di campagna abbonamenti ecc. e invece, a due giornate dal termine, si dovrà subito pensare al prossimo campionato evitando di fare confusione tra abiti estivi e invernali.
Ecco perché, durante un’intervista rilasciata ai microfoni di ‘La politica nel pallone” su Gr Parlamento, il Presidente della Figc, Gabriele Gravina ha commentato quelle che sono le preoccupazioni riguardo alla prossima stagione: “La mia mente e il mio cuore è già al di là di questo campionato, sono molto, molto preoccupato per la stagione 2020-21, tra non molto si dovranno iniziare raduni e preparazione e siamo in grandissimo ritardo nella conoscenza anche delle nuove procedure da seguire. Non sappiamo questo stato di emergenza per quanto tempo ancora sarà prorogato. La mia preoccupazione è nell’applicazione di un protocollo attuale che ritengo ormai inapplicabile perché particolarmente impegnativo per società e atleti. La mia mente corre alla base del calcio, al mondo dilettantistico: non sappiamo quando far partire le competizioni del mondo amatoriale e dilettantistico.
Una situazione dunque che va studiata e monitorata soprattutto in virtù del fatto che ciò che adesso corre è il tempo a disposizione per riprogrammare la prossima stagione ormai alle porte.
E lo stesso Gravina spiega che le misure adottate per la ripresa hanno di fatto portato a una “violenza fisica” cosi come commentata: “Questo protocollo ha dovuto tener conto della curva epidemiologica e credo che si debba comunque continuare a tenerne conto. Ma dobbiamo essere realisti, in una situazione di emergenza lo abbiamo applicato anche grazie alla grande disponibilità delle società professionistiche per un brevissimo periodo di tempo ma immaginare di continuare ad applicare questo protocollo che comporta ogni 4 giorni un tampone fino alla fine della prossima stagione lo ritengo inapplicabile. È una vera violenza fisica applicarlo continuamente e costantemente ad atleti, staff tecnico e a chi fa parte del gruppo squadra.”
Gravina ha poi cosi concluso: “Le soluzioni non possono esser diverse da quelle normalmente previste per chiunque vuol vivere le condizioni ideali di una società civile come la nostra: una volta ipotizzata l’idea di una negativizzazione di tutto il gruppo squadra credo si possa cominciare ad allentare la possibilità di questi tamponi e del farli continuamente. Aspettiamo dal Cts notizie in merito, sappiamo che tra non molto cominceremo a lavorare su un protocollo che comporta l’applicazione al gruppo ritiro e preparazione, al gruppo di avvio della nuova stagione e poi dovremo capire il nuovo protocollo da applicare durante la stagione non dimenticando che il nostro mondo, soprattutto quello dilettantistico, troverà delle difficoltà incredibili che vanno comunque valutate attentamente. Dobbiamo fin da subito porci questo problema.”
La situazione dunque è abbastanza chiara e allo stesso tempo preoccupante, ma, come una catena di montaggio, si dovranno prima attendere quelle che sono le disposizioni del Comitato Tecnico Scientifico. Il tempo, come già detto, è veramente poco se si prende in considerazione come ipotesi di inizio nuovo campionato il prossimo 12 settembre. Bisogna dunque farsi trovare pronti e in sintonia con tutte quelle che saranno le procedure da seguire ed essere ottimisti che tutto possa procedere per il meglio. Perché alla fine come diceva Winston Churchill “Il pessimista in ogni opportunità vede una difficoltà. L’ottimista in ogni difficoltà vede un’opportunità”.
Paolo Bardetta
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