Editoriali

Il messaggio su WhatsApp

Condividi questo articolo

“Io però questa sera sono contento”
“Ma contento un ca..o, fai sempre zero punti con le grandi”

A pochi minuti dal termine della sfida di Bergamo, con il punteggio ormai sul 2-0 per gli uomini di Gasperini, questo è stato lo scambio WhatsApp tra me e mio fratello. Vogliate perdonare il personalismo: credo infatti che questi semplici messaggi, probabilmente molto simili alle centinaia inviati negli stessi momenti per tutta la città, siano paradigmatici degli opposti stati d’animo che una sconfitta come quella maturata al Gewiss Stadium può generare.

Da una parte, ovviamente, delusione e frustrazione. Più che comprensibile rabbia. Timore. Perché la rete di Toloi che ha irrimediabilmente indirizzato la sfida è arrivata solo al minuto 75. Perché è arrivata da calcio d’angolo, peraltro non così evidente nel contrasto tra Muriel e Colley. Perché la diciassettesima sconfitta stagionale somiglia sinistramente a diverse altre: penso all’1-2 contro la Juventus, al 2-4 subìto dal Napoli, o al più recente 2-1 dell’Olimpico contro la Roma. Buone prove – ottime se vogliamo – pur al cospetto di formazioni con valori nettamente superiori, ma tutte ugualmente perse, senza nemmeno il conforto di un misero punticino. Perché la classifica – soprattutto alla luce dell’inatteso successo del Lecce sulla Lazio – continua ad agitare le afose notti di noi blucerchiati. Con all’orizzonte un calendario certo non agevole, e un derby potenzialmente sconsigliato ai cardiopatici.

Dall’altra parte, per quante se ne possano trovare nella sconfitta, soddisfazione. Convinzione. Ottimismo. Perché la Sampdoria ha disputato oggettivamente una prova di enorme concentrazione. Magistralmente istruita e guidata da mister Ranieri – il vero MVP di serata, con le sue grida a riecheggiare incessanti nel silenzio delle porte chiuse – e capace di imbrigliare, con abnegazione e ferrea applicazione del piano partita, un’avversaria che è in forma straripante e punta decisa al secondo posto in campionato. Perché tra i singoli, Colley e Yoshida sono una coppia sempre più affiatata e affidabile, Linetty è finalmente tornato alla piena efficienza fisica, e Jankto è sempre meno l’enigma che è stata fino a poche settimane fa la sua esperienza sotto la Lanterna. Perché è vero che i punti sul Genoa terzultimo sono solo cinque. Ma possono essere letti come ben cinque, a sette gare dalla fine. Perché la squadra è pienamente consapevole di quanto ci sarà da lottare.  E saldamente nelle mani dell’unico vero fuoriclasse in rosa, un settantenne testaccino che dopo Sor, Sir e King, non vede l’ora di diventare Sciô Claudio.

E voi, che messaggio avete inviato ieri sera?

 

Condividi questo articolo
Diego Baracchi

Recent Posts

Sud Tirol-Sampdoria, le scelte ufficiali di D’Angelo: Vindhal in panchina

Meno di un'ora al calcio d'inizio per l'esordio di D'Angelo sulla panchina blucerchiata a Bolzano…

21 minuti ago

Sampdoria, comincia l’era D’Angelo: prima guarire la testa, poi provare a cambiare il destino

Ci sono momenti, nel calcio come nella vita, in cui continuare a domandarsi come si…

6 ore ago

I convocati per il Sudtirol. Out Ravanelli

Al termine della rifinitura svolta al “Mugnaini” di Bogliasco, Luca D’Angelo ha reso nota la…

19 ore ago

D’Angelo: “La Samp scelta di blasone, la squadra è buona. Insigne? Leader. Esposito giocherebbe già domani”

Prima conferenza di presentazione di D'Angelo alla guida della Sampdoria, al suo fianco Fredberg e…

24 ore ago

D’Angelo: “Il tempo è dalla nostra parte. Dobbiamo ripagare il sostegno dei tifosi”

«Trovo una Sampdoria in difficoltà ma il tempo è dalla nostra parte». Si presenta con…

2 giorni ago

Ufficiale: D’Angelo nuovo allenatore della Sampdoria

L’U.C. Sampdoria comunica di aver affidato a Luca D’Angelo la guida tecnica della prima squadra.…

2 giorni ago

This website uses cookies.