Venerdì 21 febbraio 2020. Una data destinata a restare per sempre nella nostra storia tricolore. Vogliamo iniziare questo editoriale ripercorrendo un mese d’emergenza mondiale dovuto al coronavirus; dichiarato pandemia dall’OMS, ripercorrendo le tappe e vedendo che impatto ha avuto sulle nostre vite e in questo caso, sul mondo del calcio che chiaramente in questo momento, ovviamente, non è la priorità.
Marzo che andiamo ad analizzare, infatti resterà nelle nostre menti come il mese del lockdown, una Nazione intera chiusa in casa, salvo le eccezioni dei lavoratori essenziali, a fare il tifo per nuovi eroi. Non più squadre o giocatori che ci allietavano i week end, ma medici, infermieri, operatori sanitari che stanno lottando strenuamente per salvare più gente possibile. Nel momento in cui scriviamo ci sono quasi 100mila contagi accertati, li raggiungeremo entro fine mese e 10mila morti. In tutto questo scompare la nostra serenità e quotidianità, squarciata da questo malefico virus che ha cambiato e cambierà il nostro vivere.
Non vogliamo, non è nostro costume e non sarebbe giusto fare inutili polemiche, non ha senso ora dire se e cosa si poteva fare, affrontare una pandemia di per sé è un evento straordinario. Purtroppo l’Italia ha fatto da capofila a questa emergenza e sta provando in tutti i modi a reagire con grande dignità e non mollando.
Ovviamente anche il mondo del calcio, seppur limitatamente, è stato colpito da questa tragedia. Dal 21 febbraio in poi sono cambiate le nostre abitudini e anche andare allo stadio è diventato pericoloso per evitare gli assembramenti, una parola che sentiamo tutti i giorni. Da quel maledetto venerdì del primo caso a Codogno in Lombardia, tutta Italia è stata coinvolta. In Liguria il bilancio è vicino ai 3mila casi con quasi 400 morti. Genova ha pagato dazio e anche in casa Samp la situazione non è stata per niente facile. Certo paragonare il mondo del calcio al resto è irrispettoso, ma dato che è la nostra sfera di analisi vediamo tutto quello che è successo.
La Samp è stata una delle prime squadre che ha sperimentato il rinvio per motivi legati al coronavirus con la partita di domenica 23 febbraio rinviata contro l’Inter. Da lì in poi si sono succeduti balletti discutibili a tutti i livelli per recuperare le partite o per giocare a porte aperte o chiuse a seconda della situazione regionale. Da marzo in avanti poi la situazione è precipitata. La Samp ha subito nel week end successivo un altro rinvio col Verona perché la Lega Serie A aveva stabilito di non giocare a porte chiuse. Decisione che poi la stessa Lega dopo mille teatrini si è dovuta rimangiare per permettere la disputa delle partite l’8 marzo, (dopo il rischio dell’ennesimo rinvio prima di Parma-Spal), che segna l’ultima giornata disputata ufficialmente. La Samp quel giorno in un Luigi Ferraris dal silenzio rumoroso, batteva 2-1 In rimonta il Verona grazie alla doppietta di Quagliarella, cogliendo una vittoria che ad oggi vale la salvezza. Una vittoria che nel silenzio faceva riecheggiare le parole di Ranieri che al 90esimo esortava la squadra a non mollare di un centimetro.
Sembra passato un secolo, ma nelle successive tre settimane si è parlato di altre salvezze, di vite umane, che nulla hanno a che fare con un pallone che rotola in rete. In queste tre settimane tra Malagò, Gravina, la Lega, l’Aic, l’Uefa, sono rimbalzate mille ipotesi per finire la stagione. Al momento risultano rinviati tutti gli eventi, bloccata la Champions e l’Europa League, sospesi tutti i campionati nazionali del Continente, fino a data da destinarsi. L’Europeo e l’Olimpiade, addirittura di 1 anno, nel primo caso per permettere di terminare la stagione entro il 30 giugno. Data che sembra una chimera. Infatti, da più parti si parla come il 2-3 maggio come data per far ripartire i campionati a porte chiuse per poter finire tutto entro fine giugno. Campionati e coppe. Questo vorrebbe dire però almeno metà aprile come scadenza per riprendere gli allenamenti, data che francamente ci sembra inverosimile anche perché tante squadre hanno avuto positivi. In casa Samp almeno 10 tra giocatori e staff. Casi anche alla Juve, alla Fiorentina, al Milan, all’Atalanta, al Verona, altre squadre invece non hanno comunicato i dati. I giocatori poi hanno dovuto osservare 15-20 giorni di isolamento, in più ci vorranno ulteriori visite mediche per capire se i giocatori coinvolti non siano più positivi e questo potrebbe ulteriormente far dilatare i tempi per ripartire, anche perché squadre come la Juventus hanno mandato i giocatori stranieri fuori dall’Italia con una decisione discutibile.
Per finire dunque ci sembra plausibile, ottimisticamente parlando, ripartire con gli allenamenti a fine aprile o inizio maggio e tornare a giocare oltre la metà del mese di maggio per finire oltre il 30 giugno. Si andasse a luglio si dovrebbero derogare tante regole perché per il mondo del calcio il 30 giugno è la fine dell’anno e terminano contratti, prestiti e tutte le scadenze. Insomma ci sarebbero da fare altri ragionamenti come quelli che vogliono i giocatori vedersi sospesi gli stipendi, la Juve lo ha fatto per prima, con giocatori e società che comunque hanno devoluto somme cospicue in beneficenza per aiutare un Paese in ginocchio.
Al momento dunque il calcio lo mettiamo da parte anche perché poi non si potrà andare oltre metà luglio per finire la stagione perché poi a fine agosto o metà settembre dovrebbe ripartire quella 20-21 che comunque non potrà andare oltre metà maggio 2021 in vista del recupero degli Europei da disputarsi la prossima estate.
Si è discusso tanto, anche di annullare la stagione 19-20 o per la disputa di play off e play out, in ogni caso stante la situazione attuale la Samp sarebbe salva, ma certo non è questa una notizia che ci dà conforto.
Ormai da settimane abbiamo smesso i panni dei tifosi per diventare sempre di più sostenitori dei nostri medici e di tutta la sanità, impegnati nella partita più importante di tutte. La partita della vita per salvare più persone possibili. Le 18 di ogni giorno sta diventando l’orario nel quale apprendiamo dai bollettini della Protezione Civile l’evolversi della diffusione del contagio. Ormai non c’è più domenica che tenga. Speriamo soltanto che questa tempesta passi in fretta non solo da noi ma anche nel Mondo.
Forza e coraggio Italia! Andrà tutto bene!