Ranieri: «Ci è mancato poco. Ora la mia Samp gioca a memoria»

Ranieri: «Ci è mancato poco. Ora la mia Samp gioca a memoria»

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Claudio Ranieri
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Li ha tenuti a lungo in scacco, Ronaldo e i suoi fratelli, e questa per Claudio Ranieri è la miglior medaglia che la sua Sampdoria potesse portarsi a casa ieri sera da una serata dove è mancato solo il risultato. Scelte inedite e all’apparenza ardite, quelle del tecnico sampdoriano, ma nei fatti azzeccatissime: «È mancato poco,forse niente, ma come dico sempre ai ragazzi quando gli avversari fanno due gol del genere c’è solo da battergli le mani e fare loro i complimenti anche se li hanno realizzati contro di te». Chapeau, dunque: «Due capolavori, questo sono stati i gol dei bianconeri. La Sampdoria, comunque–prosegue Ranieri – è stata bene in campo, i ragazzi hanno giocato a memoria, esattamente come avevo chiesto loro di fare. Forse la Juventus ha giocato meno all’interno, come noi avremmo voluto, sbagliando pochissimo». E poi, fra i motivi di rammarico, «forse non ci voleva il gol al 46’ ma coni“se” ed i “ma” non si combina nulla. Insomma, complimenti alla Juve, ma pure ai miei ragazzi».

Passo Avanti

Una delle Samp più compatte nella gestione-Ranieri, e su questo il tecnico è d’accordo: «Addirittura avrei voluto che salisse di più la difesa, quando ormai nei venti minuti finali non c’era più nulla da difendere: sapevamo che quella fase poteva essere la nostra. Purtroppo avevamo speso tanto nel derby, e la mia non vuole essere una scusa. Se fossimo stati più riposati, gli avremmo creato forse più problemi». Il vero dubbio che Ranieri si porta a casa è quello sull’espulsione di Caprari: «Non credo abbia fatto nulla sul fallo. Non ha alzato il gomito, comunque pazienza, voglio rivedere le immagini. Rocchi ha deciso così, forse è stato un po’ troppo inglese per loro e un po’ troppo italiano per noi. Preferisco comunque che la Samp sia criticata e porti poi a casa i tre punti». Elogio a Sarri, comunque («Piano piano sta diventando sempre più la sua Juventus. Lui sta riuscendo a entrare nella mente dei giocatori») e pure a Buffon per il record eguagliato di presenze in A: «Sono contento per lui, come atleta e come uomo, glie l’ho detto anche alla fine della partita». Ranieri ha poi chiarito i motivi per cui Gabbiadini è partito in panchina: «Avverte ancora un fastidio all’adduttore, e se non è convinto lui, non posso metterlo dall’inizio».

 

Fonte: Filippo Grimaldi La Gazzetta dello Sport

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