In occasione di Sampdoria-Atalanta (oggi ore 15:00) abbiamo avuto il piacere di raccogliere le impressioni di Francesco Fontana, giornalista de La Gazzetta dello Sport che, da anni, segue quotidianamente le vicende dei bergamaschi.
Buongiorno Francesco, come sta l’Atalanta? La sconfitta con il Cagliari è apparsa nulla più che un inciampo:
“Direi di sì, considerando la prestazione contro il City dove l’Atalanta ha giocato un grandissimo secondo tempo, dopo un primo un po’ in difficoltà. Nel finale ha rischiato anche di vincerla e non avrebbe rubato nulla. Chiaro che dovrà dare delle risposte contro la Sampdoria in quella che, sulla carta, è una partita da vincere. Quindi sì il Cagliari è stato un inciampo, ma non dovesse arrivare un risultato positivo a Genova potremmo forse iniziare a parlare di stanchezza”.
Ancora non convocato Zapata, squalificato Ilicic, le scelte davanti sembrano obbligate: “Ipotizzando un possibile tridente vedo Barrow come primo cambio in panchina, con il grande ex Muriel supportato dai due trequartisti Malinovs’kyj e Gomez. Piccolo fastidio anche per l’ucraino: nel caso è pronto Pasalic, altrimenti in ballottaggio con Freuler per il ruolo di centrocampista centrale. Rispetto allo scorso anno comunque Gasperini ha a disposizione più alternative per sopperire all’assenza di Duván. Per il colombiano si punta al pieno ritorno dopo la sosta, quando i nerazzurri affronteranno Juventus e soprattutto Dinamo Zagabria, match da vincere obbligatoriamente per sperare ancora nel passaggio agli ottavi di finale”.
*Sulle corsie laterali c’è il dubbio Gosens, sappiamo bene però che nel sistema di Gasperini il singolo non pesa come in altri.*
“Gosens è convocato, sebbene in settimana abbia accusato il solito problema a una vecchia cicatrice della gamba sinistra. In questa stagione ha dimostrato di essere l’esterno più in forma, ma diciamo che lui, Hateboer e Castagne si equivalgono, in attesa di Arana che finora non ha offerto le giuste garanzie. Il ruolo dell’esterno con Gasperini è molto delicato, ma il sistema è talmente ben oliato che pur cambiando gli elementi non cambia il risultato”.
*Allarghiamo un po’ il campo: esordio Champions traumatico, ma il primo tempo di Etihad e il secondo di San Siro hanno mostrato una squadra capace di dire la sua anche al massimo livello.*
“L’Atalanta secondo me nelle prime tre partite di Champions ha concluso un piccolo Erasmus: come un giovane studente che cambia città, compagni, abitudini, ha bisogno di un po’ di tempo per inserirsi. Credo che ora lo scotto sia stato pagato, e che nelle ultime due partite abbia la possibilità di dimostrare di aver fatto un salto di qualità anche nell’Europa dei grandi. Se riuscisse a confermarsi tra le prime quattro in campionato ritengo potrebbe davvero fare un altro tipo di girone l’anno prossimo”.
*4°, 7° e 3° posto, tre qualificazioni europee, cosa rappresentano i bergamaschi?
“Al quarto anno con Gasperini credo sia assurdo che qualcuno consideri ancora l’Atalanta una sorpresa. È una realtà assoluta del nostro campionato considerando anche gli aspetti extra-campo, stadio di proprietà in primis. In prospettiva la vedo destinata a lottare costantemente per il piazzamento Champions”.
Diego Baracchi
Facebook Comments