Alla presenza di tutto lo stato maggiore blucerchiato si è tenuta questa mattina al centro sportivo Gloriano Mugnaini la presentazione ufficiale del nuovo tecnico Claudio Ranieri, subentrato ad Eusebio Di Francesco che ha guidato la squadra nelle prime sette giornate di campionato raccogliendo solo tre punti frutto dell’unica vittoria contro il Torino.
“Per prima cosa devo ringraziare il presidente Ferrero che mi permette di allenare un club così prestigioso – ha esordito Ranieri – una squadra che mi è sempre stata simpatica e per la quale ho sempre simpatizzato pur essendo tifoso della Roma. Affrontare proprio i giallorossi all’esordio sembra uno scherzo del destino ma noi dovremo cercare di dare il massimo per vincere la partita. Ho avuto un’operazione al ginocchio e non pensavo di essere chiamato così presto: è stata una gradita sorpresa e sono ben felice di rappresentare i colori blucerchiati.”
Sulla squadra: “Le favole sono sempre frutto di una grande lavoro dietro. Noi allenatori, presidenti e atleti abbiamo il dovere di far sognare i nostri tifosi. Sono stato chiamato per risollevare una squadra ultima, ma sono convinto che questo non sia il reale valore della squadra. Chi mi darà il massimo avrà l’opportunità di giocare, gli altri dovranno aspettare. La mia base sarà composta da undici persone che hanno voglia di lottare: per moduli e sistemi di gioco vedremo cosa dirà il campo. Ogni calciatore dovrà impegnarsi al massimo per aiutare i compagni.”
Sulla situazione di classifica: “Quando una squadra è ultima in classifica perde sicurezze e autostima, la prima cosa sarà ridare autostima al gruppo. Io voglio il massimo, in ogni allenamento e sono un tipo che non si arrende mai. Il carattere non si può insegnare, ognuno ha il suo: ma se io sono un combattivo posso portare al massimo la determinazione dei miei ragazzi. L’etichetta di aggiustatore non mi dispiace, mi è stata data in Inghilterra ai tempi del Chelsea. Sostituire Di Francesco nuovamente è una coincidenza curiosa, gli auguro di trovare presto una squadra perché bravo e lo merita.”
Su Quagliarella: “E’ un calciatore che fa la differenza, il simbolo della Sampdoria e un punto di riferimento per i compagni. L’anno scorso ha avuto un anno straordinario, quest’anno ha cominciato un po’ in sordina. Cercheremo di aiutarlo ma si deve aiutare lui per primo.”
Sugli obiettivi: “Non sono venuto qua per far crescere i giovani o per far esaltare le caratteristiche del singolo, sono stato chiamato per salvare la Sampdoria e per questo dovremo trascinare il pubblico, dimostrando di non mollare mai. “
Sul modulo: “Il sistema di gioco sarà figlio di quello che mi diranno i ragazzi. I sistemi di gioco li ho fatti tutti, l’importante avere giocatori che si impegnino alla morte affinché i tifosi siano orgogliosi di loro. Ho già parlato con Palombo ma sicuramente nei prossimi giorni non mancherà occasione per fare un punto della situazione. Il livello della Serie A si è alzato: soprattutto le medio-piccole hanno colmato un po’ il gap con chi lotta per l’Europa League. Questo deve essere uno stimolo in più a dare il massimo.”
Sui tifosi: “I nostri tifosi devono continuare a sostenere la squadra come hanno sempre fatto: io ce la farò se i nostri tifosi ci staranno vicino. La Sampdoria non è il Fulham. Quella squadra era neopromossa con tutti i calciatori che non avevano mai giocato in Premier League. Questa è un’altra situazione: qui dovrò ridare fiducia e voglia di divertirsi.”
Sulla situazione societaria: “A me dell’assetto societario non interessa nulla: io penso a salvare la squadra. Quando indosso questa maglia, sono responsabile di quello che accade in campo. Ringrazio Ferrero perché mi ha dato questa opportunità, ma a noi non devono interessare altri aspetti. La struttura del Mugnaini devo ancora conoscerla bene. Bogliasco è incantevole e questo mi sembra un ottimo punto di partenza: noto che ci sono dei lavori in corso, segno che il club è attento alle strutture che sono fondamentali per il lavoro quotidiano.”
Sullo scudetto del 2009 2010 perso proprio per mano della Samp: “Ormai è acqua passata. Quella stagione subentrai a zero punti e con il Livorno, poi retrocesso, conquistammo un solo punto su sei. Tutti si ricordano di quel Roma – Sampdoria dove sbagliammo tanto nel primo tempo, ma evidentemente era destino.”
A margine della conferenza stampa ha parlato anche il presidente Massimo Ferrero: “La Samp ha una storia importante e non ho dovuto faticare a convincere Ranieri a venire qui. Con Totti e Cassano ci parlo sempre ma non sono loro che mi hanno orientato nella scelta; noi siamo un team affiatato e non abbiamo bisogno di chiedere all’esterno. Ranieri lo avevamo già contattato e sfiorato anni fa. Io sono il presidente della Sampdoria e non ho mai pensato di essere un presidente uscente. Ora non vorrei più sentir parlare di trattative, si è creato un alibi che non esisteva, c’è stata una richiesta ma non è andata in porto. Se c’è bisogno siamo pronti a intervenire sul mercato, Mister Ranieri valuterà la rosa a disposizione ma noi siamo sul pezzo per un futuro migliore e una Sampdoria sempre più forte.”
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