Quante sono le squadre italiane che hanno più qualità della Lazio? Un po’ snobbato nei pronostici estivi, Simone Inzaghi espone tutta la sua argenteria fin dalla prima tappa: a Marassi, non il campo più facile della Serie A, arriva non solo una vittoria larga che sarebbe potuta essere
larghissima,ma anche una sensazione di bellezza che a fine agosto deve esaltare i suoi tifosi e inquietare gli avversari. La Sampdoria è in costruzione e ha bisogno di innesti sul mercato, ma pur facendo ogni doverosa tara resta negli occhi il potenziale tecnico di una squadra che non può più accontentarsi di essere bella solo ogni tanto. La Lazio è forte e deve avere l’ambizione di vivere un campionato di vertice: è l’ultimo step che manca al meraviglioso lavoro di questi anni. Il derby di domenica contro una Roma già ferita costituirà un valido test, ma le premesse sono ottime.
Continuità e novità
Al debutto di Marassi le due squadre si sono presentate con un solo nuovo acquisto per parte (Murillo e Lazzari), ma la Lazio sta portando avanti un progetto mentre la Sampdoria è all’inizio di un nuovo ciclo profondamente diverso dal precedente. Il gioco ragionato e spesso orizzontale di Giampaolo è stato sostituito da quello più veloce e verticale di Di Francesco, che alcuni calciatori ancora faticano palesemente a metabolizzare. Oppure hanno bisogno di pensare alla giocata e questo determina un fatale attimo di ritardo nell’esecuzione. Questione di tempi, quelli nei quali la Lazio è maestra. Simone Inzaghi ha costruito un gioiellino che deve solo riuscire a mantenere sempre l’equilibrio, cosa non semplicissima viste le caratteristiche dei giocatori: ma è questa la chiave della stagione.
Anche perché è uno spettacolo il continuo inserimento sugli esterni e per vie centrali attorno a Immobile che con il suo movimento facilita e sollecita le corse in avanti dei compagni. A fine agosto non si può essere al cento
per cento e infatti Correa si sveglia dopo mezz’ora e Milinkovic si affida a meravigliosi sprazzi. Ma la qualità e la corsa della Lazio sono notevoli.
Dominio
Il primo tempo è quasi un monologo laziale: una decina di tiri, cinque angoli, due grandi parate di Audero, uno spreco di Immobile che poi festeggia quota 100 gol in A con il lob di sinistro su innesco di Luis Alberto. La Samp costringe subito Strakosha a un paratone su Vieira, ma quasi tutta la sua produzione è legata alle iniziative di Gabbiadini, che del tridente blucerchiato è quello che meglio ha capito le idee di Di Francesco. Caprari si attorciglia in improbabili soluzioni personali, mentre Quagliarella non trova il tempo per anticipare i difensori. Di Francesco, conscio della superiorità della Lazio, prova a fare densità creando le premesse per rapide ripartenze che però non trovano sbocchi perché sia i terzini sia le mezzali
– fondamentali nel suo gioco – sono poco propositive. In apertura di ripresa la Lazio diventa incontenibile: gli errori individuali dei blucerchiati (Bereszynski manda in porta Luis Alberto, generoso con Correa: 2-0) sono solo una delle spiegazioni di un dominio evidente che si traduce in «solo» tre gol perché Immobile un po’ sbaglia e un po’ viene murato da Audero. Di Francesco passa anche al 4-2-3-1 ma sono esperimenti per il futuro. Ieri c’era troppa Lazio per questa Samp incompleta (Defrel non basta) e ancora poco «difranceschiana». E quindi si torna alla domanda di partenza: quante sono le squadre italiane che hanno più qualità della Lazio? Pochissime. E a centrocampo? Meno.
Articolo di G.B. Oliviero.
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