Che la Sampdoria contro la Lazio andasse incontro a un esordio di campionato molto duro, era ampiamente pronosticabile. La preparazione chiusa in chiaroscuro, con le sconfitte di Montecarlo e Parma intervallate dal successo di Spezia, il passaggio del turno in Coppa Italia con una prova tutt’altro che maiuscola in quel di Crotone, avevano dato avvisaglie, oltre a un nuovo sistema di gioco che necessita di tempo per essere assimilato al meglio da una rosa che, in ogni caso, risulta – ad oggi – ancora incompleta: difficile pensare infatti di sostituire la qualità di Praet adattando Vieira da mezzala, mentre sugli esterni d’attacco è stato lo stesso Eusebio Di Francesco a lanciare più volte, nelle ultime settimane, chiari messaggi.
Al Ferraris poi, era di scena una Lazio che si presenta ai nastri di partenza della stagione 2019/20 nel segno della continuità, avendo mantenuto la guida tecnica di Simone Inzaghi e tutte le proprie stelle, cui sono stati aggiunti innesti di qualità come Manuel Lazzari, confermatosi nella sua prima uscita in biancazzurro l’instancabile cursore ammirato a Ferrara.
Fatta questa doverosa premessa, è altrettanto chiaro come l’esordio casalingo sia stato oltremodo negativo: la Lazio, dopo un avvio in sostanziale equilibrio che poteva indurre a sperare in una sfida aperta, ha disposto a piacimento dei ragazzi in maglia blucerchiata. Solo un grande Audero ha negato il vantaggio ai capitolini già nel primo quarto d’ora di gioco con due interventi decisivi su Milinkovic e Immobile. Con lo stesso numero 17 biancazzurro a graziare ancora la Samp alla mezz’ora, pochi istanti prima che Gabbiadini – per distacco il migliore dei suoi – impegnasse Strakosha a un non banale intervento in due tempi. La superiorità mostrata dalla Lazio ha avuto comunque bisogno, per concretizzarsi nella rete del vantaggio, di un bel regalo della retroguardia: punizione battuta rapidamente sulla trequarti da Luis Alberto, con nessuno in maglia Samp a contestare la ripresa del gioco – un errore da penna rossa – e Immobile, tutto solo, ha potuto beffare Audero con un pregevole tocco sotto.
L’immediata reazione blucerchiata è una delle pochissime note liete – insieme a quanto mostrato da un buon Murru in entrambe le fasi – della serata del Ferraris. La conclusione insidiosa di Vieira ha però trovato l’attenta risposta di Strakosha a preservare il vantaggio dei suoi. Nella ripresa, partita chiusa in poco più di quindici minuti, anche grazie a un’altra clamorosa ingenuità di cui davvero i capitolini non avrebbero avuto bisogno: a dir poco improvvido il tentativo di dribbling di Bereszyński, che ha spalancato la porta al contropiede di Luis Alberto finalizzato dall’ex Correa. Pochi minuti dopo, game over sull’asse Milinkovic (autentico dominatore del centrocampo) Immobile, per la facile doppietta del bomber campano. Sfida chiusa con largo anticipo e notte fonda sul Ferraris, schiarita solo dall’incessante sostegno della Sud.
Sarebbe assurdo e controproducente affrettarsi a premere il pulsante dell’allarme rosso. Ma risulterebbe altrettanto pericoloso non mettere in chiaro, da subito, i problemi che necessitano una pronta risposta: negli ultimi giorni di mercato (la finestra estiva chiuderà lunedì 2 settembre) a mister Di Francesco dovranno assolutamente essere fornite le pedine necessarie ad esprimere al meglio il proprio calcio, a cominciare magari da quel Gregoire Defrel sul quale è però forte la concorrenza del Sassuolo, prossimo avversario dei blucerchiati e soprattutto del Cagliari. Il livello medio della Serie A, grazie anche al ritorno di piazze importanti quali Verona sponda Hellas, Brescia e Lecce, sembra essersi innalzato. E senza voler agitare scioccamente spettri quantomai prematuri, è certo opportuno alzare il tasso tecnico della rosa senza ulteriori indugi per prendere giocatori utili al 4-3-3 del mister che altrimenti dovrà fare di necessità virtù e passare ad esempio al 4-2-3-1 già visto a Roma.
Resta poi, sullo sfondo ma al contempo in primo piano, la questione societaria: a poche ore dai dispiaceri inflitti da Immobile e soci, era stato infatti Massimo Ferrero a tornare a parlare, a suo modo, sulla lettera d’intenti firmata pochi giorni fa. Dalle sue parole emerge che ancora qualcosina è da sistemare col “Gruppo Vialli” rispetto alle richieste di Ferrero. Una vicenda che pare destinata quindi a proseguire ancora nei prossimi giorni andando ad intrecciarsi con le scadenze del calciomercato che inesorabilmente terminerà lunedì prossimo. Sette giorni decisivi ove urge fare quadrato perché anche Di Francesco e i giocatori non sono tranquilli e pretendono quella chiarezza auspicata dai tifosi, senza dimenticare che domenica si va a Reggio Emilia per una partita assolutamente da non sbagliare.
Diego Baracchi
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