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Jankto: “Pronto per la stagione più importante della mia vita. Di Fra? Sensazioni positive”

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Con i 14,5 milioni di euro investiti su di lui, Jakub Jankto è stato l’acquisto più oneroso della scorsa campagna trasferimenti estiva. Il rendimento in campo, però, non è stato all’altezza: 25 presenze, di cui solo 7 dal primo minuto, e nessun gol all’attivo. Ma la nuova stagione potrebbe essere quella della svolta, anche grazie ai nuovi compiti pensati per lui da Eusebio Di Francesco.

Il ventitreenne ceco ha parlato al Secolo XIX della sua voglia di riscatto: “Spero vedremo il vero Jankto. Mi sento bene, c’è un nuovo allenatore e ho sensazioni molto positive. Stiamo lavorando tantissimo”. ‘Kuba’ che si è allenato anche da solo, durante le ferie: “Lo faccio sempre, ma ho forzato perché questa è la preparazione più importante della mia vita. So bene che lo scorso anno non è andato come tutti avremmo voluto”. Il nuovo sistema di gioco potrebbe aiutare: “Sicuramente. A me piace inserirmi, sovrappormi con l’ala, correre in verticale. Esattamente quello che mi chiede il mister. E con Caprari le cose vengono facili, anche se dobbiamo migliorare”.

Tornando sulla passata stagione, Jankto non si nasconde: “In fondo devo ringraziare Giampaolo, perché mi ha reso più completo. Mi ha insegnato tante cose nuove che né a Udine né prima avevo mai fatto. Certo è stato deludente non giocare e non rendere come avrei voluto. Sinceramente non penso alla cifra investita su di me, voglio solo pensare a fare il meglio per la Samp”.

Nonostante la giovane età, l’ex-Udinese è diventato padre: “Non penso più a me come singolo, adesso ho un figlio e una moglie. Qualcosa nella testa ti scatta. È stata una grande gioia, e penso di essere maturato molto”.

Nell’amichevole con la Pro Patria è andato in gol, con il 10 sulle spalle: “Il numero è un caso, ho sempre avuto il 14 e voglio continuare ad averlo. Non è un caso invece la rete, se posso sovrappormi arrivo più vicino alla porta e posso provarci. Lo scorso anno tutti i centrocampisti hanno segnato poco. Non è una critica a Giampaolo, ma è un dato di fatto che i movimenti siano cambiati”.


Diego Baracchi

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Redazione

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