Fabio Depaoli, 22 anni, si è guadagnato la chiamata della Sampdoria con una bella stagione nelle file del Chievo.
Dopo i primi dieci giorni di ritiro ha raccontato le sue impressioni al Secolo XIX. È lui il volto nuovo per la corsia destra, una corsia a dire il vero piuttosto affollata vista la presenza di Sala e Bereszyński: “È uno stimolo, perché sono entrambi forti. Ho legato con tutti e due, ci diamo consigli. La competizione c’è ma è sana, fa bene. Sarà il mister a fare le sue scelte, noi dobbiamo solo dare il massimo”.
Un indizio potrebbe essere il fatto che Di Francesco lo abbia assegnato in camera con Murillo, il centrale titolare: “Per me è un onore. Ho solo da imparare da uno che ha giocato nell’Inter, nel Barcellona. E poi mi trovo veramente bene con lui: ci insegniamo a vicenda le lingue, ridiamo moltissimo, guardiamo serie tv su Netflix… ma questo non ditelo al mister altrimenti magari ci sgrida!”.
E proprio riguardo a Di Francesco, Depaoli conferma le ottime impressioni riportate da altri compagni: “Mi sta parlando molto, mi aiuta a capire su cosa devo migliorare. Ad esempio la posizione del corpo, il momento in cui scappare indietro, come approcciare la fase difensiva. Il mister è davvero un perfezionista”. Depaoli che è risultato tra i migliori nei test fisici: “Tra i migliori, ma c’è chi ha fatto meglio. Però sì, dinamismo e velocità sono le doti che credo mi abbiano condotto in un grande club. Al Chievo poi si badava soprattutto a difendersi, mentre qui siamo più votati all’attacco. Inutile dire che mi piace molto di più questo approccio”.
Caratteristica che balza subito all’occhio del giovane terzino è l’abbondanza di tatuaggi: “Sono tutti molto personali, porto addosso la mia famiglia. Mamma, papà, sorella, mio zio che è mancato e a cui tenevo molto. E anche la mia collana d’oro è piena di cose di famiglia, è il mio amuleto. Baciarla quando la tolgo è l’unico rito che ripeto sempre”. Tifoso del Milan da bambino, l’ex-Chievo non fa voli pindarici: “Champions, Nazionale… non voglio fare l’umile, ma davvero sono pensieri che non ho per ora. Sono fortunato a essere nella Samp, dove ho trovato una famiglia. Voglio cercare di trovare spazio qui”.
Diego Baracchi
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