La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero:, chiudendo così (com’era prevedibile) la prima parte di un’indagine avviata dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria
della Guardia di Finanza di Roma. Fra i capi di imputazione, che coinvolgono anche altri quattro soggetti (la figlia del presidente blucerchiato, Vanessa, il nipote Giorgio e due manager, Marco Valerio Guercini e Andrea Diamanti), figurano l’appropriazione indebita, l’autoriciclaggio e l’utilizzo di fatture false. L’udienza davanti al gup di Roma, fissata per il 20 settembre, dovrà deliberare sul rinvio a giudizio o
sull’archiviazione.
Sequestro annullato L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Rodolfo Sabelli e dal sostituto Maria Sabina Calabretta, aveva portato il 28 novembre scorso ad un sequestro di beni per circa 2,6 milioni: un mese dopo il Tribunale del Riesame aveva parzialmente annullato quel decreto disponendo la restituzione dei beni agli indagati e stralciando la posizione della compagna del presidente. «Una storia vecchissima», ha ribadito Ferrero, convinto che ci sia un disegno mediatico sia a Genova (per fargli pressioni sulla cessione del club), sia a Roma, per le vicende dei cinema e delle sue dichiarazioni pro De Rossi e Totti.
I fatti Tutto avrebbe avuto inizio dall’analisi di una serie di transazioni finanziarie anomale da parte di società del gruppo Ferrero. Secondo l’accusa, dalle casse societarie della Samp sarebbero spariti 1,2 milioni,
pari a una parte della cifra incassata dal club di Corte Lambruschini per la cessione al West Ham di Pedro Obiang, nell’estate di quattro anni fa. Il
denaro, secondo la Finanza, sarebbe stato distratto attraverso l’utilizzo di fatture false emesse da una società riconducibile al presidente. Il club,
sulla vicenda, aveva fatto sapere di essere pronto a dimostrare la regolarità di tutte le operazioni effettuate.
L’equivoco sui lavori In realtà, la principale contestazione della Finanza riguarda un cosiddetto contratto intragruppo fra la Sampeuna
società del gruppo Ferrero, avente per oggetto il coordinamento, la supervisione e l’organizzazione dei lavoro in corso di esecuzione presso il centro sportivo «Mugnaini» di Bogliasco (un’opera da circa venti milioni di euro: la contestazione riguarda il cinque per cento della cifra). Anche l’inserimento della cessione di Obiang nell’inchiesta nascerebbe dal fatto che il pagamento del corrispettivo di questo contratto è intervenuto a livello temporale dopo l’incasso di una rata della vendita del giocatore.
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