Il finale di stagione di questo campionato della Samp, compreso chiaramente Doria-Empoli, non sta regalando gioie ai blucerchiati ma chiacchiere e illazioni in quantità industriale.
D’altronde la Samp si è inceppata sul più bello. Dopo aver battuto il Milan a fine marzo con la zona Europa da un passo, il buio: da aprile in poi il crollo, solo una gioia, con l’ennesimo derby vinto, e il pareggio a Parma. Per il resto 5 ko di cui ben 3 consecutivi in casa, addirittura 7 sconfitte tra le mura amiche in questo 2018-19 con un trend che rispecchia, purtroppo, le ultime annate dove negli ultimi due mesi di campionato si assiste a risultati negativi e alla fine dei sogni di gloria.
Sono tanti i motivi che portano a mesi del genere, già più volte affrontati, dove tutti hanno responsabilità, e che saranno argomento di discussione tra Giampaolo e la società. Sul tavolo il prosieguo del rapporto insieme, col possibile rinnovo, cercando di alzare l’asticella come chiede il tecnico. Alla Samp, per bocca di Romei ed Osti, va bene l’operato del mister che ad oggi sarebbe confermato, per cui gli obiettivi finora, dal punto di vista interno, sono in linea con le aspettative, ma Giampaolo vorrebbe una rosa con un potenziale più ambizioso per puntare all’Europa.
Tornando al campo invece, di positivo ancora una volta c’è quello che sta facendo il nostro capitano, la bandiera che sventola più che mai. Fabio Quagliarella con il gol di domenica, arriva a quota 26, con 9 rigori è vero, ma i rigori vanno sempre segnati. Bisogna avere tanta forza mentale per realizzarli, sempre, perché ogni rigore è sempre più difficile di quello precedente specie se di tiri dagli undici metri se ne hanno 10 in una stagione e specie se sei il capocannoniere, per cui per ogni portiere pararti un rigore è uno stimolo ancora maggiore.
Quindi un applauso immenso a Fabio che a quota 26 reti già in un’annata da record a 36 anni, continua ad entrare nella leggenda, anzi ormai è ad un solo passo da essa. Un solo goal lo separa dal recordman Brighenti a quota 27 ad esempio. Per il trono di capocannoniere Fabio è favoritissimo. Distanti di 4 gol Zapata e Piatek, ben 5 gol più giù c’è Ronaldo. Insomma Qugliarella contro la Juve potrebbe festeggiare il titolo di Re dei bomber col quarto/quinto record in questa stagione dopo quello eguagliato di Batistuta, quello in Nazionale e quello di goleador a 36 anni in A.
Onestamente però a tal proposito ci risultano stucchevoli e sterili le polemiche sui rigori assegnati e chi li usa per qualche click in più. Tutti dovrebbero esaltare la grande bravura del nostro leader, ma si sa è più facile fare polemica che fare elogi.
Altre polemiche sterili ed inutili poi ce le ha lasciate Samp-Empoli. Da parte nostra non ci mettiamo a fare la morale a nessuno, chiaramente non piace qualche sparuta esultanza goliardica che si è vista in tv ma ognuno è responsabile delle proprie azioni. La prestazione non è stata da ricordare anzi voltare pagina è la cosa migliore però è opportuna una precisazione e una riflessione. Finché si resta nello sfottò fra tifosi con le chiacchiere da bar, va bene, quando però sono gli addetti ai lavori ad offendere la professionalità il tutto diventa antipatico.
È una caduta di stile, quale poi… dato dal pulpito da cui proviene, che il presidente del Genoa, dichiari che sia una buffonata Samp-Empoli. Nessuno in casa Samp si è permesso di giudicare i risultati e le prestazioni dei cugini. Anche perché sperare negli altri quando si è in difficoltà per cause proprie non ha senso. Se i rossoblu hanno vinto 1 partita negli ultimi 3 mesi, tralasciando il come l’hanno vinta, di certo non è colpa della Samp. Cosi come se avesse segnato il rigore Sanabria contro la Roma, a proposito di tiri dagli 11 metri, i rivali cittadini non sarebbero così in difficoltà ora. Ma si sa è più facile dare colpe agli altri che assumersene, vedi la cessione di Piatek a gennaio.
Tante, troppe chiacchiere che non fanno bene a nessuno. Per fortuna c’è un Fabio Quagliarella che con le sue prestazioni eccellenti dà un calcio a queste sterili polemiche. Voltiamo pagina dunque cercando di dipanare questa grossa incertezza che attanaglia il finale di stagione in casa Samp.
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