La Samp onora la terra che la ospita e offre una prestazione «al lambrusco»: gustosa, frizzante, buona. Travolge il Sassuolo sotto una montagna di gioco, di occasioni e di gol, e dimostra di avere le carte in regola per aspirare a una poltrona europea. La sconfitta interna contro l’Atalanta è stata dimenticata in fretta, polemiche comprese. E qui, a incantare, non c’è soltanto Quagliarella (21 gol complessivi), ma tutta la macchina, registrata alla perfezione da Giampaolo, romba, sgomma e fila via a piani giri. Vederla è davvero un piacere.Il Sassuolo, invece, dopo due buone prestazioni contro il Milan e il Napoli (un solo punto conquistato), si presenta con troppa presunzione e si squaglia velocemente. Poi, una volta in svantaggio, non ha, come i salmoni, la forza per risalire la corrente e resta sempre in balìa del nemico. Va bene cercare il gioco, la manovra, il ricamo, ma in certe occasioni è necessario anche prendere in considerazione la forza dell’avversario e regolarsi di conseguenza. Traduzione: maggiore attenzione difensiva, meno svolazzi in fase di costruzione e più determinazione in zona calda.
FISARMONICA SAMP Ad aprire il balletto della Samp, al 15’ del primo tempo, è proprio un errore in impostazione: lo commette il gioiellino Sensi che si fa rubare il pallone da Defrel e dà l’avvio a un’azione da applausi che, dopo il cross di Gabbiadini e l’assist di Quagliarella, va lui stesso a concludere. Il Sassuolo non corre: guarda. E la Samp si diverte. Quagliarella firma il 20 e, prima dell’intervallo, Linetty risponde al provvisorio 12 di Boga. Non c’è partita, perché la Samp nasconde il pallone al Sassuolo che non sa proprio come recuperarlo. Il 4312 di Giampaolo è interpretato con attenzione e sacrificio dai giocatori: squadra corta, linee strette, centrocampo che si apre e si chiude come una fisarmonica.
TENERO SASSUOLO De Zerbi prova a correggere qualcosa (due cambi e difesa a 4), ma non è proprio giornata. Le gambe dei suoi ragazzi sono vuote. I doriani passeggiano, triangolano, duettano e vanno al tiro con impressionante facilità: le reti di Praet (cross di Murru) e di Gabbiadini (assist di Linetty) sono le testimonianze della raggiunta armonia della manovra. Per il Sassuolo ci sono i sigilli di Duncan e Babacar, ma non servono ad attenuare la delusione. La Samp è una macchina che, quando è in giornata, produce spettacolo, diverte e ha la capacità di mandare in tilt il dispositivo rivale: i suoi giocatori, grazie alla lezione di Giampaolo, hanno le conoscenze per evitare trappole e superare ostacoli. Il Sassuolo, al contrario, è come le viole in questo inizio di primavera: promette di colorare il prato, ma sfiorisce in fretta.
Fonte: Gazzetta dello Sport
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