E bravo Fabio: l’ufficializzazione della convocazione di Quagliarella per i prossimi due impegni azzurri (insieme a quella di Audero in Under 21) porta a undici il numero dei nazionali della Samp, un vanto per Giampaolo e per la società. Poi, però, bisogna pensare subito alla trasferta di oggi a Reggio Emilia, che non sarà comunque un esame di riparazione: nulla, infatti, nel cammino di questa Sampdoria va cancellato o rinnegato. Errori compresi, che fanno parte di un normale processo di crescita e maturazione: «La differenza esistente in questo momento fra noi e l’Atalanta — spiega Marco Giampaolo, e il riferimento non è casuale — sta nel fatto che loro hanno acquisito una diversa consapevolezza nel giocare le partite attraverso gli impegni europei e gli altri importanti risultati degli ultimi anni». E la Samp, invece? Risposta secca: «Va alla ricerca di quella stessa consapevolezza partita dopo partita, e lì deve andarsela a prendere. Ecco perché si deve lavorare ancora su questo salto di qualità: aumentiamo la nostra autostima. La gara di Reggio Emilia arriva al momento giusto». Il riferimento ai nerazzurri gli permette di fare un’ultima riflessione sulla vicenda Gasperini-Ienca: «Probabilmente la sanzione al tecnico nerazzurro non è stata giusta, ma ha pagato quel che riteneva giusto il giudice sportivo. Ciò, tuttavia, non ha alcun legame con la nostra sconfitta. Gasperini ha pagato lo stato d’animo, perché ogni volta in cui arriva al Ferraris, viene preso di mira per il suo passato».
CHAPEAU L’allenatore della Samp mostra poi grande ammirazione per il Sassuolo: «Cerca sempre di giocare a calcio, proprio come noi. Nessuna delle due squadre potrà snaturarsi, dunque avrà la meglio quella che riuscirà a sfruttare meglio le occasioni». Servirà grande attenzione, «perché loro hanno notevoli qualità tecniche e molte alternative, danno del tu al pallone e giocano bene, esprimendo un calcio ambizioso. E poi c’è De Zerbi, un tecnico che conosce il mestiere e che stimo molto».
BILANCIO Basta, però, con la storiella di una Samp in affanno. La parolina magica si chiama «autostima. Serve giocare con un certo tipo di consapevolezza. La strada è tracciata, ma l’autostima non si compra al supermercato. Ci sono ancora 33 punti in palio: se vogliamo rimanere agganciati al treno delle prime dobbiamo giocare tutte le partite con sicurezza nei nostri mezzi». Ora a Giampaolo resta un quesito irrisolto: «Ci sono pochi giri di parole da fare. Occorre capire se si possa migliorare ancora o se siamo al massimo dei giri. La risposta a fine campionato».
Fonte: La Gazzetta dello Sport
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