Per l’Europa c’è anche la Sampdoria dopo 2 vittorie di fila, per la salvezza invece alla Spal tocca fare di più davanti a 2 punti in 5 partite e un solo successo in 17 gare con 8 sconfitte, ricordando oltretutto l’ultimo al Mazza il 17 settembre contro l’Atalanta (poi 5 ko e 6 pari). Bel segnale per Giampaolo, che si gode Quagliarella e una squadra capace di entrare subito in partita con l’approccio giusto tanto da sorprendere nettamente l’avversario ribaltando un po’ anche la tradizione (non vinceva qui da 8 partite). Brutto segnale per Semplici che cavalca i rimpianti perché i suoi si sono svegliati solo dopo gli schiaffoni, trovando con il cambio del modulo (il ritorno al 3-5-2) e la voglia di rimontare le ragioni di una metamorfosi non sufficiente per riprendere il risultato. L’uno-due di Quagliarella è stato di una violenza inaudita sulla partita e sulla Spal. Non è stato peraltro un doppio episodio ma il segno di uno strapotere. Semplici si augurava un ritorno migliore in panchina dopo l’intervento chirurgico e la convalescenza, e con il Var a tormentarlo proprio come quando si era sentito male all’indomani della turbolenta partita con la Fiorentina. Però, la Spal si ritrova a scalare una montagna contro la Samp.
EMOZIONI FORTI. Ci sono emozioni forti, per esempio al 13′ quando viene ricordato Astori con un lungo applauso da tutto lo stadio: si alzano tutti e i giocatori si fermano col pallone buttato fuori. Poi, torna Quagliarella che con una sventola da lontano prende il palo (24′) e chiama Viviano alla respinta (34′), mentre si disperano Valoti che ha la palla buona sul destro mettendola alta (27′) e Petagna che piazza la botta da fuori trovando Audero reattivo in angolo (29′). Non è finita, anzi la Spal si scuote e chiude il primo tempo in attacco rendendosi pericolosa con Schiattarella che manca il bersaglio da buona posizione.
FURIA SPALLINA. E’ più battagliera la Spal nella ripresa che cerca il gol in acrobazia e rischia ancora con Quagliarella al tiro da brividi in due situazioni ravvicinate. La storia potrebbe cambiare al quarto d’ora sulla punizione dalla sinistra di Kurtic che Floccari devia in rete di testa: dopo un lungo consulto anche al monitor, l’arbitro annulla per il fuorigioco millimetrico di Petagna nell’azione e sugli spalti scatta la contestazione (qualche tifoso lascia la tribuna). Le proteste proseguono a partita finita con un corteo spallino davanti la tribuna in cui si sente urlare di tutto. La Spal rischia di perdere la testa, come contro la Fiorentina, ma stavolta resta in partita. L’esordio di Jankovic frutta in pieno recupero la punizione che Kurtic la calcia splendidamente con un destro a giro. La Spal ci crede ma è tardi e gli aumenta solo la rabbia.
Fonte: Corriere dello Sport
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